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Guerra nel Mar Nero, cresce la tensione tra Russia e Ucraina: cargo colpiti e raid sulle raffinerie russe

Redazione
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Guerra nel Mar Nero, cresce la tensione tra Russia e Ucraina: cargo colpiti e raid sulle raffinerie russe
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Il conflitto si estende tra rotte commerciali e infrastrutture energetiche mentre la Lituania mette in guardia dal rischio di possibili operazioni sotto falsa bandiera nei Paesi Baltici

Il Mar Nero torna al centro della guerra tra Russia e Ucraina, con un aumento delle operazioni militari che coinvolgono rotte marittime, porti e infrastrutture strategiche. Mosca punta a limitare i collegamenti navali utilizzati dall'Ucraina, mentre Kiev continua a colpire obiettivi russi, comprese infrastrutture energetiche situate a grande distanza dalla linea del fronte.

Nelle ultime ore sono inoltre emerse nuove preoccupazioni sul fronte della sicurezza europea. La Lituania ha infatti richiamato l'attenzione sul rischio di possibili provocazioni nella regione baltica, mentre prosegue il confronto internazionale sulle forniture di sistemi di difesa aerea all'Ucraina.

Cargo tedesco colpito vicino a Odessa

Secondo quanto riportato da diversi media tedeschi, una nave cargo tedesca battente bandiera liberiana sarebbe stata raggiunta da un attacco russo nelle acque vicine a Odessa.

La nave, identificata come Emil, si sarebbe trovata a circa 21 miglia dalla città portuale quando è stata colpita. A bordo sarebbe successivamente divampato un incendio, senza tuttavia provocare, secondo le informazioni disponibili, morti o feriti tra i componenti dell'equipaggio.

L'episodio conferma quanto le rotte commerciali del Mar Nero siano diventate uno dei punti più delicati del conflitto. Il controllo dei collegamenti marittimi è infatti fondamentale non soltanto dal punto di vista militare, ma anche per le esportazioni ucraine e in particolare per il trasporto dei prodotti agricoli.

Mosca rivendica gli attacchi contro le navi cargo

Il ministero della Difesa russo sostiene che le proprie forze nel Mar Nero prendano di mira esclusivamente cargo utilizzati per trasportare materiale militare destinato all'Ucraina.

Secondo Mosca, due navi sarebbero state colpite nella notte tra mercoledì e giovedì nelle acque a sud e a est di Odessa.

Una versione contestata dalle autorità ucraine. Il governatore della regione di Odessa ha infatti riferito di un attacco contro una nave battente bandiera della Guinea-Bissau che avrebbe trasportato grano ucraino. Il bilancio indicato dalle autorità locali sarebbe di un morto e tre feriti.

Le differenti ricostruzioni mostrano ancora una volta quanto sia complesso verificare in tempo reale la natura e la destinazione delle imbarcazioni coinvolte nelle operazioni militari nel Mar Nero.

Kiev risponde e annuncia attacchi contro unità russe

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che le forze di Kiev avrebbero risposto alle operazioni russe, colpendo due pattugliatori militari e alcune imbarcazioni appartenenti alla cosiddetta flotta ombra russa.

Il Mar Nero rappresenta un'area strategica anche per la situazione della Crimea, penisola annessa dalla Russia nel 2014 e utilizzata da Mosca come importante piattaforma militare e logistica.

Le operazioni ucraine degli ultimi mesi hanno cercato soprattutto di indebolire le capacità navali russe e rendere più difficili i collegamenti logistici tra la Crimea e il resto dei territori controllati dalla Federazione Russa.

Droni ucraini contro due raffinerie in Russia

La pressione di Kiev non riguarda soltanto il fronte marittimo. Zelensky ha annunciato anche nuovi attacchi con droni contro raffinerie russe, sostenendo che alcuni obiettivi siano stati raggiunti fino a circa 1.300 chilometri dalla linea del fronte.

Gli impianti indicati sono la raffineria Bashneft-Novoil, nella regione della Baschiria, e la Slavneft-Yanos di Yaroslavl.

Gli attacchi contro il settore energetico hanno assunto un'importanza crescente nella strategia ucraina. Colpire raffinerie, depositi e strutture logistiche può infatti ridurre temporaneamente la capacità produttiva russa e aumentare i costi necessari per proteggere infrastrutture situate anche molto lontano dalle zone di combattimento.

Allarme della Lituania sui possibili attacchi sotto falsa bandiera

Parallelamente alle operazioni sul campo cresce l'attenzione nei Paesi Baltici. La Lituania ha lanciato un nuovo allarme sul rischio di possibili provocazioni attribuite alla Russia contro infrastrutture critiche della regione.

Il ministro della Difesa lituano Robertas Kaunas ha spiegato che Vilnius sta valutando e monitorando il livello della minaccia.

Tra gli scenari presi in considerazione, secondo quanto riferito dall'agenzia Bns, ci sarebbe quello di un possibile utilizzo di droni di fabbricazione ucraina precedentemente intercettati o ricostruiti dalla Russia per condurre attacchi da attribuire successivamente a Kiev.

Si tratterebbe della cosiddetta strategia false flag, o operazione sotto falsa bandiera. Al momento si tratta di uno scenario di rischio indicato dalle autorità lituane e non della conferma che un'operazione di questo tipo sia già stata organizzata o realizzata.

Drone all'aeroporto di Lipsia e timori per la guerra ibrida

Le preoccupazioni sulla sicurezza coinvolgono anche la Germania. All'aeroporto di Lipsia sarebbe stato ritrovato un drone con un ordigno nelle vicinanze di un aereo cargo ucraino.

Il ministro dell'Interno tedesco Alexander Dobrindt ha parlato di un episodio compatibile con uno scenario di attacco ibrido.

Inizialmente alcuni media tedeschi, citando un rapporto della polizia, avevano riferito che l'aereo ucraino nelle vicinanze trasportasse munizioni. Successivamente l'agenzia Dpa ha riportato una smentita del ministero dell'Interno tedesco su questa circostanza.

Un altro episodio riguarda invece Kiev, dove durante un bombardamento sarebbe stato raggiunto anche un deposito appartenente alla società tedesca Liqui Moly.

Unione Europea, nuove pressioni per la difesa aerea dell'Ucraina

Sul piano diplomatico e militare resta aperto il problema della difesa aerea ucraina.

L'Alta rappresentante dell'Unione Europea per gli Affari esteri, Kaja Kallas, ha invitato gli Stati membri che dispongono di scorte di missili per i sistemi di difesa aerea a valutare la possibilità di metterle a disposizione di Kiev.

Per Bruxelles il rafforzamento delle capacità difensive dell'Ucraina rimane una priorità, soprattutto alla luce della frequenza degli attacchi condotti con missili e droni.

Zelensky aveva precedentemente denunciato una carenza nelle forniture. Sullo sfondo resta anche il tema dei missili intercettori Patriot, fondamentali per contrastare alcuni tipi di minacce aeree.

Vittime negli attacchi in Ucraina e nelle regioni russe

Il conflitto continua intanto a provocare vittime tra la popolazione civile.

Secondo l'amministrazione militare locale, tre persone sono morte a Balakliia, nella regione nordorientale ucraina di Kharkiv, durante attacchi aerei russi avvenuti nella notte.

Anche le autorità russe hanno segnalato vittime civili in seguito ad attacchi attribuiti all'Ucraina. Due persone sarebbero morte nella regione di Bryansk e una nella regione di Kursk.

Il Mar Nero sempre più strategico nella guerra tra Russia e Ucraina

Gli ultimi sviluppi confermano un progressivo ampliamento geografico e strategico della guerra russo-ucraina. Il Mar Nero non rappresenta più soltanto un'area di confronto tra forze navali, ma un punto cruciale per le esportazioni, i rifornimenti militari e la sicurezza delle rotte commerciali internazionali.

Contemporaneamente, gli attacchi ucraini contro le infrastrutture energetiche russe mostrano la capacità di Kiev di portare le proprie operazioni molto lontano dal fronte.

A preoccupare l'Europa è infine il possibile intreccio tra guerra convenzionale e minacce ibride, soprattutto nell'area baltica. Le segnalazioni provenienti da Lituania e Germania aumentano l'attenzione dei Paesi europei e della Nato, mentre il conflitto continua a coinvolgere indirettamente un'area geografica sempre più ampia.


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