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Emergenza rifiuti e fondi PNRR a Rende, l'attacco di GenerAzione: "L'Amministrazione nasconde gli insuccessi e usa avvertimenti impropri"

Redazione
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Articolo segnalato da: Francesco Pirillo
Emergenza rifiuti e fondi PNRR a Rende, l'attacco di GenerAzione: "L'Amministrazione nasconde gli insuccessi e usa avvertimenti impropri"
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I consiglieri comunali Giovanni Bilotti e Adriana Calvelli contestano la replica della Giunta sulla perdita dei fondi per gli anziani e sulla gestione dell'appalto d'igiene urbana. Nel mirino le dichiarazioni del Comune contro la società Calabra Maceri: "I contratti pubblici si governano con gli atti, non pretendendo fedeltà politica". RENDE - Si inasprisce lo scontro politico a Rende sulla gestione dei finanziamenti comunitari e sui servizi essenziali per la cittadinanza. Il gruppo consiliare GenerAzione, attraverso i rappresentanti Giovanni Bilotti e Adriana Calvelli, ha espresso una dura presa di posizione in merito alla replica fornita dall'Amministrazione comunale sulle critiche relative ai progetti del PNRR e al servizio di raccolta dei rifiuti. Al centro dell'attacco vi è in particolare la rendicontazione dei progetti sociali dedicati ai soggetti fragili, per i quali la proroga richiesta al Ministero è stata respinta a causa del mancato rispetto della scadenza del 30 giugno 2026 per la consegna di ausili e strumenti domotici. «La replica dell’Amministrazione comunale alle critiche sulla gestione dei fondi PNRR e sull’emergenza rifiuti non chiarisce quasi nulla. Al contrario, conferma un metodo ormai ricorrente: quando viene posta una domanda precisa, si attacca chi la formula; quando emerge una responsabilità amministrativa, la si scarica su chi c’era prima, sul Governo, sul gestore o sull’opposizione; quando un obiettivo non viene raggiunto, lo si trasforma in un “miracolo” da celebrare», hanno dichiarato apertamente Bilotti e Calvelli. I consiglieri hanno poi rimarcato l'esigenza di una maggiore trasparenza sui conti e sui progetti: «Sul progetto PNRR destinato agli anziani non autosufficienti, la stessa Amministrazione riconosce che il finanziamento risaliva al 2020, che nel luglio 2025 non era stato ancora concretamente attuato, che ausili e strumenti domotici non sono stati consegnati entro il termine del 30 giugno 2026 e che la proroga richiesta al Ministero è stata respinta. Il servizio sarà ora garantito ricorrendo al Fondo per la non autosufficienza e al Fondo di solidarietà comunale. Assicurare continuità agli utenti fragili è doveroso e trova il nostro pieno sostegno; ma utilizzare risorse ordinarie in sostituzione di quelle PNRR non trasforma il mancato rispetto della scadenza in un successo amministrativo. Non servono né autoelogi né richieste di encomio per presunti “miracoli”. Servono i dati: ammontare assegnato, somme impegnate e materialmente spese, attività concluse, forniture non consegnate, eventuali risorse non utilizzate e responsabilità dei ritardi. L’Amministrazione può certamente richiamare le inerzie ereditate, ma dopo oltre un anno di governo deve anche rendere conto delle proprie decisioni e dei risultati raggiunti. Il Consiglio comunale aveva diritto a una relazione puntuale, non a una ricostruzione autoassolutoria affidata alla stampa». Il nodo dei rifiuti e la contesa sul contratto di gestione Altro fronte di forte tensione riguarda la gestione del servizio di igiene urbana e le recenti esternazioni degli amministratori nei confronti della società affidataria Calabra Maceri. Secondo il gruppo GenerAzione, la governance dei contratti pubblici deve rimanere ancorata al rispetto delle normative del codice degli appalti e alle contestazioni formali, senza scivolare in pressioni comunicative o avvertimenti non previsti dall'ordinamento giuridico. «Ancora più grave, sul piano istituzionale, è la risposta relativa alla gestione dei rifiuti. Sia chiaro: GenerAzione non intende assumere la difesa preventiva di Calabra Maceri. Se l’affidatario non rispetta gli obblighi assunti, il Comune ha il dovere di contestare formalmente gli inadempimenti, applicare le eventuali penali previste e attivare i rimedi contemplati dal contratto e dalla legge. Ma è proprio questo il punto: un appalto pubblico si governa attraverso regole, atti e responsabilità precise, non mediante comunicati polemici o richieste informali di obbedienza. Se l’Amministrazione ritiene che il servizio venga eseguito in modo difforme dagli obblighi contrattuali, deve dimostrarlo e utilizzare gli strumenti previsti. Se, invece, ritiene necessario modificare orari e organizzazione per migliorare la vivibilità della città, deve costruire un’interlocuzione tecnica seria con l’affidatario e individuare una soluzione giuridicamente e organizzativamente sostenibile. In nessuno dei due casi l’incapacità politica di gestire il rapporto può essere compensata alzando i toni sulla stampa e trasformando una questione amministrativa in una prova di forza», ha evidenziato l'opposizione. Le critiche agli "avvertimenti" sulla futura gara e il nodo discariche abusive La contestazione di Bilotti e Calvelli si è concentrata in modo specifico sulle dichiarazioni comunali relative al comportamento dell'impresa appaltatrice e sui criteri con cui verranno impostati i futuri affidamenti del servizio, richiamando l'esecutivo al rispetto dei principi di concorrenza, trasparenza e non discriminazione. «Per questo risulta particolarmente infelice l’espressione utilizzata dall’Amministrazione: “Ovviamente terremo conto degli atteggiamenti non collaborativi”. Tenere conto in che modo? Nell’ambito di quale atto, di quale valutazione e di quale procedimento? La formulazione utilizzata lascia trasparire una concezione del rapporto con gli affidatari che merita di essere immediatamente corretta. È opportuno ricordare che una futura gara non può diventare il luogo nel quale regolare i conti con un operatore economico o premiare chi si sia mostrato più accomodante verso le richieste politiche dell’Amministrazione. I requisiti di partecipazione e i criteri di aggiudicazione devono essere stabiliti preventivamente, essere pertinenti all’oggetto dell’appalto e fondarsi su elementi oggettivi, nel rispetto della parità di trattamento, della non discriminazione, della trasparenza, della proporzionalità e della concorrenza», spiegano i due consiglieri. «Gli eventuali problemi verificatisi nell’esecuzione di un contratto possono avere conseguenze soltanto nei casi e secondo le procedure previste dall’ordinamento, sulla base di fatti documentati e di contestazioni formalmente rilevanti. La generica categoria degli “atteggiamenti non collaborativi” non appartiene al diritto dei contratti pubblici e non può trasformarsi in un criterio implicito per valutare chi potrà partecipare o aggiudicarsi un futuro servizio. Quella frase somiglia, dunque, più a un avvertimento improprio che all’esercizio rigoroso delle prerogative di una stazione appaltante. Governare significa far rispettare i contratti, non pretendere disponibilità personale o fedeltà politica. Se vi sono violazioni, si contestino. Se occorre riorganizzare il servizio, si lavori per trovare una soluzione. Ma non si può trasformare la disponibilità ad assecondare richieste ulteriori in un parametro di affidabilità dell’impresa». Infine, il gruppo consiliare ha sollevato il tema della prevenzione in materia di tutela ambientale e controllo del territorio: «Lo stesso vale per le discariche abusive. La rimozione dei rifiuti è una componente del problema; la prevenzione degli abbandoni, il controllo del territorio, la videosorveglianza, l’attività sanzionatoria e il coordinamento con la Polizia locale sono responsabilità che non possono essere trasferite integralmente al gestore. Se il fenomeno è diventato strutturale, l’Amministrazione deve spiegare quali azioni abbia attivato nell’ultimo anno e perché il piano straordinario dei controlli venga annunciato soltanto quando il problema è ormai evidente e diffuso. La prevenzione dovrebbe precedere l’emergenza, non inseguirla. Non siamo interessati alla guerra tra il Comune e un’impresa privata. Siamo interessati al fatto che Rende sia pulita, che i servizi destinati alle persone fragili siano garantiti e che le risorse pubbliche vengano utilizzate nei termini. Ma amministrare significa assumersi la responsabilità dei risultati, non limitarsi a individuare ogni volta un nuovo colpevole. La collaborazione istituzionale non è subordinazione e il rispetto di un contratto non è un atto di fedeltà verso chi governa. Quando la politica non riesce a gestire un rapporto amministrativo, non può compensare quella debolezza con avvertimenti a mezzo stampa», conclude la nota.


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