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Il postino suonava sempre due volte, ora scappa

Lazio

ROMA, 24 DICEMBRE - Manca soltanto un giorno a Natale e non ho minimamente pensato a quali regali potrei fare ai componenti della mia famiglia. Proprio oggi che avevo intenzione di iniziare il cammino di consumismo in un outlet vicino la Capitale, la baby sitter ha chiesto un permesso sindacale e per questo motivo, Papy, poco incline a frequentare i negozi durante le festività, ha deciso di portarmi a pranzo fuori. O meglio, a pranzo dalla nonna. A pochi chilometri dall'incrocio che ci permette di accedere nel residence in cui vive la mamma del mio papà, incontriamo un vigile che ci segnala di fare inversione causa lavori in corso. Provvediamo ad eseguire il suggerimento del signore in divisa e Papy gira l'auto dirigendosi verso la strada secondaria che ci porterà dalla mia dolce nonnina.

Sto immaginando già che quando papà risponderà alle 122 telefonate di lavoro, io nel frattempo sarò a pancia all'aria e la nonna sarà al mio fianco a coccolarmi e a sussurrarmi che sono il suo nipotino preferito. Ad un certo punto l'immagine viene messa prepotentemente in stand by alla vista di un motorino che sfreccia davanti alla nostra auto e Papy per poco non entra in collisione con il mezzo. Frenata brusca per entrambi ed arresto. Il ragazzo sul motorino si avvicina al finestrino e chiede scusa per essere sbucato all'improvviso. Ci spiega precipitosamente che sta scappando dal Bassotto nano che abita nella villetta in fondo alla strada: "Mi è stata assegnata da poco questa zona, è la seconda volta che mi reco qui per consegnare la posta e vengo rincorso da quel cane. Se i miei capi non mi concederanno un trasferimento di quartiere, sarò costretto a dimettermi. Ho paura di essere morso o addirittura sbranato". 

Guardo negli occhi il mio umano, che oggi con la barba incolta ed i capelli senza gel sembra essere uscito dal revival della fiera del vintage, e ci capiamo al volo. Viaggiamo sulla stessa lunghezza d'onda. Ci dirigiamo verso la casa in cui vive il cane che ha fatto scappare il postino. Scendiamo dall'auto ed ecco che arriva Zeus (questo il nome che urla il suo proprietario) con gli occhi sbarrati e con la grinta di un leone verso una gazzella. "Scusate, ma non riesco a fargli capire che non voglio che lui rincorra ogni motorino, persona o gatto che passa davanti la nostra abitazione - spiega l'umano di Zeus - e, soprattutto, non vorrei che causasse un danno irreparabile nei confronti di qualcuno". Papà accetta l'invito di prendere un caffè, mentre io sono entusiasta di ricevere uno snack al pollo. 

Il signor Roberto è veramente amareggiato, io però lo esorto ad avere fiducia, perché potrebbe riuscire a modificare il comportamento del suo amico peloso. In questi casi, ovvero quando il cane ha un istinto predatorio molto forte, una soluzione applicabile potrebbe essere quella di sostituire gli oggetti predatati con altri che risultino molto più appaganti. Molti esperti cinofili, infatti, suggeriscono di fare in modo che il cane, anziché indirizzare la sua voglia di catturare una possibile preda in movimento, riversi su uno stimolo sostitutivo il bisogno di appagare il suo innato istinto di predazione. Come fare? [MORE]

Anzitutto occorrerà lavorare prima sull'autocontrollo, ad esempio insegnate al cane il "seduto" o il "resta", in modo da apprendere che potrà essere autorizzato a fare un qualcosa dopo che voi avrete acconsentito. Chiedete sempre consiglio ad esperti ed evitare il fai da te, senza mai ricorrere a violenza fisica o a punizioni. Infliggere castighi al cane equivale a provocargli un senso di frustrazione e attribuire al motivo della punizione, la causa del suo malessere. Una causa che forse va eliminata. Si pensi ad esempio ad un cane che per istinto predatorio rincorre il coniglio nano della vostra vicina di casa. Se il proprietario del cane, anziché mettere in pista un metodo di correzione comportamentale dovesse punirlo quando si verifica il comportamento sbagliato, Fido si convincerà che è il coniglio stesso il motivo per il quale riceve la “sanzione”. Le volte successive, pertanto, il cane potrebbe sentire il desiderio di estirpare alla radice il problema, ovvero eliminare il coniglio. 

Come avviene la tecnica della sostituzione per modificare il comportamento che voi umani ritenete non consono? Partiamo dal presupposto che non sempre questo metodo funziona completamente, ma in molti casi il problema può ridursi drasticamente. Alla vista o pochi secondi prima del passaggio dell'ipotetica preda, facciamo sedere il cane e quando avrà eseguito il "comando" lanciamogli una pallina o un feticcio da prendere. Voi umani dovrete metterci del vostro, ovvero una buona dose di entusiasmo, perché al contrario il cane avvertirà lo spirito di frustrazione e avvilimento. La "preda" sostitutiva da voi scelta dovrà essere molto più accattivante rispetto al coniglio o al postino che viene a consegnare le missive scappando come un forsennato dopo aver imbucato le lettere.

Vorrei poi sottolineare un errore che molti esseri umani compiono involontariamente ed ignorantemente nel senso originario del termine di non conoscenza. Si assiste spesso a scene nelle quali il bipede invita il cane a rincorrerlo, a inseguire le galline del nonno e così via. Ecco, tutto questo va evitato per il benessere del cane che crescerà con un istinto predatorio innato, da voi rafforzato e allenato nel compiere rappresaglie di predazione. Benessere del cane perché poi chi potrebbe rimetterci sarà lui - come purtroppo spesso accade - in quanto, frequentemente, molti umani non hanno voglia e facoltà di intraprendere un percorso di desensibilizzazione del cane “pericoloso” e preferiscono affidarlo al lontano zio che vive in una campagna isolata e che confinerà Fido in un box di 200 metri quadrati senza che possa più avere contatti sociali con il resto del mondo. 

Buon Natale,

Aaron