Caso Cucchi: un carabiniere accusa due colleghi per il pestaggio

558
Scarica in PDF
Ricevi gli aggiornamenti direttamente sul tuo MESSENGER!
ROMA, 11 OTTOBRE - Oggi a Roma si è aperta con un colpo di scena l’udienza del nuovo processo per...

ROMA, 11 OTTOBRE - Oggi a Roma si è aperta con un colpo di scena l’udienza del nuovo processo per la morte di Stefano Cucchi, il detenuto 31enne deceduto nel 2009, dopo essere stato ricoverato in gravissime condizioni all’Ospedale Sandro Pertini.  Il pm Giovanni Musarò ha, infatti, rivelato che F. T., uno dei cinque carabinieri imputati per la morte del ragazzo aveva presentato una denuncia relativa al caso il 20 Giugno di quest’anno, a seguito della quale è stato ascoltato tre volte dai magistrati. F. T. è a processo assieme ai colleghi A. D. e R. D., accusati come lui di omicidio preterintenzionale e di abuso di autorità, a R. M., accusato di calunnia e falso e a V. N, accusato di calunnia.

Secondo la ricostruzione di F. T. durante il pestaggio lui avrebbe cercato di fermare i suoi collegi A. D. e R. D.: "Dissi loro 'basta, che c... fate, non vi permettete" mentre uno "colpiva Cucchi con uno schiaffo violento in volto" e l'altro "gli dava un forte calcio con la punta del piede".

Il Pm ha continuato: "Secondo quanto messo a verbale da F. T., R. M. sapeva fin dall'inizio quanto accaduto. A. D. e R. D. furono gli autori del pestaggio su Cucchi e V. N., quando testimoniò nel primo processo, mentì perché sapeva tutto e ne aveva parlato in precedenza con lui"; inoltre, sempre secondo quanto denunciato dal militare, "fu un'azione combinata, Cucchi prima iniziò a perdere l'equilibrio per il calcio di R. D. poi ci fu la violenta spinta di A. D. che gli fece perdere l'equilibrio provocandone una violenta caduta sul bacino. Anche la successiva botta alla testa fu violenta, ricordo di avere sentito il rumore". F. T. avrebbe provato ad intervenire: "Spinsi A. D. ma R. D. colpì con un calcio in faccia Cucchi mentre questi era sdraiato a terra".

Secondo il pm i riscontri della procura hanno verificato che "è stata redatta una notazione di servizio che è stata sottratta e il comandante di stazione dell'epoca non ha saputo spiegare la mancanza". 

"Processo Cucchi. Udienza odierna ore 11.21. Il muro è stato abbattuto. Ora sappiamo e saranno in tanti a dover chiedere scusa a Stefano e alla famiglia Cucchi". Queste le parole affidate a Facebook da Ilaria Cucchi, sorella della vittima.

Eugenio Pini, l’avvocato di F. T., esprime soddisfazione: "Oggi c'è stato uno snodo significativo per il processo, ma anche un riscatto per il mio assistito e per l'intera Arma dei Carabinieri. Gli atti dibattimentali e le ulteriori indagini  individuano nel mio assistito il carabiniere che si è lanciato contro i colleghi per allontanarli da Stefano Cucchi, che lo ha soccorso e che lo ha poi difeso. Ma soprattutto è il carabiniere che ha denunciato la condotta al suo superiore ed anche alla Procura della Repubblica, scrivendo una annotazione di servizio che però non è mai giunta in Procura, e poi costretto al silenzio contro la sua volontà. Come detto, è anche un riscatto per l'Arma dei Carabinieri perché è stato un suo appartenente a intervenire in soccorso di Stefano Cucchi, a denunciare il fatto nell'immediatezza e a aver fatto definitivamente luce nel processo".

Riccardo Casamassima, l'appuntato dei carabinieri che con la sua testimonianza fece riaprire l'inchiesta, ha commentato la notizia: "Immensa soddisfazione, la famiglia Cucchi ne aveva diritto. Mi è venuta la pelle d'oca nell'apprendere la notizia. Tutti i dubbi sono stati tolti. Signora Ministro io sono un vero carabiniere. L'Italia intera ora aspetta i provvedimenti che prenderà sulla base di quello che è stato detto durante l'incontro. Sempre a testa alta".

Fonte immagine: brindisireport.it

Fabio Di Paolo

InfoOggi.it Il diritto di sapere