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Catanzaro. Ciak 5.. un processo simulato per evitare un vero processo

Calabria > Catanzaro

CATANZARO 29 MARZO -  L’Istituto Comprensivo Catanzaro Nord-Est Manzoni, diretto dalla dottoressa Alba Flora Mottola, aperto a tutte le iniziative culturali e sociali nel favorire lo sviluppo delle competenze degli alunni, avvia anche quest’anno il progetto “ CIAK 5… UN PROCESSO SIMULATO PER EVITARE UN VERO PROCESSO”, promosso dal Centro Calabrese di Solidarietà e dall’Associazione Ciak Formazione e Legalità in collaborazione con l’Ufficio Scolastico della Regione Calabria, con il Corecom e con il Tribunale per i minori di Catanzaro, rivolto ai docenti e agli alunni delle scuole di primo e secondo grado della Regione Calabria. 

Il Progetto Ciak nasce dalla consapevolezza che un’azione sinergica di scuola e giustizia può prevenire il disagio giovanile attraverso lo sviluppo e l’affermazione della cultura della legalità. Lo scopo è quello di mettere in atto metodi e strumenti volti a rivedere modelli educativi nei confronti di adolescenti che, purtroppo, sono costretti a vivere esperienze dove il confine tra legalità ed illegalità, tra giusto ed ingiusto, si confonde. 

Il progetto ha avuto la finalità di mettere in scena un vero e proprio processo in  un’aula del Tribunale per i Minori, simulato dagli alunni in collaborazione con  gli operatori del Tribunale stesso, sulla base di un copione ispirato ad un  caso reale, particolarmente significativo. Durante la simulazione, che si è svolta in data 23/03/2019 presso il Tribunale per i Minori di Catanzaro, Giudici, Giudici Onorari e Avvocati, hanno accompagnato i ragazzi durante tutte le fasi del processo. In tale attività sono state coinvolte le classi II e III dei Plessi Anile,  Manzoni e Mazzini. Durante la presentazione del progetto da parte della Referente, Prof. ssa Doriana Spinetti i ragazzi, sin da subito, si sono dimostrati entusiasti dell’iniziativa, riuscendo con disinvoltura ad interpretare i ruoli per loro scelti dal team dei docenti coinvolti, Prof. ssa, Boccetti, Prof.ssa Garofalo, Pof.ssa Lobello, Prof.ssa Muleo, Prof.ssa Talarico. 

Il copione prescelto è stato “Una palestra da sballo”, che ha come argomento uno sballo andato male. Il giovane Simone, in un periodo di esaltazione, ha esagerato con la marijuana ed è finito per terra con la sua adorata moto. Questo ha giustamente allarmato i genitori e le conseguenti indagini dei carabinieri hanno portato alla luce il traffico gestito da Roberto Casale (nome di fantasia) all’interno del liceo scientifico della città.  

Alla fine della simulazione tutti i ragazzi hanno ricevuto l’ applauso ed i complimenti dei Giudici e del pubblico presente. Il Progetto ha il particolare merito, molto apprezzato soprattutto dai ragazzi, di rappresentare i pericoli che quotidianamente si  possono incontrare, toccando con mano le conseguenze di scelte sbagliate.