Cellulari, dal giugno 2017 abolito il roaming, ma la neutrality della rete è a rischio

8
Scarica in PDF
Ricevi gli aggiornamenti direttamente sul tuo MESSENGER!
ARNAD, 28 OTTOBRE 2015 – Approvata la legge che abolisce di fatto il roaming internazion...

 ARNAD, 28 OTTOBRE 2015 – Approvata la legge che abolisce di fatto il roaming internazionale nell'Unione Europea: il sovrapprezzo nell'utilizzo della telefonia cellulare e di internet andrà ufficialmente in pensione a partire dal 15 giugno 2017, e coinvolgerà tutti i Paesi aderenti all'Unione. A partire da quella data, dunque, tutti i consumatori avranno modo di pagare telefonate e internet con la propria tariffa domestica anche quando viaggiano in un paese europeo. Il consiglio europeo aveva intenzione di abolire il roaming già da quest'anno ma avuto finora ferma opposizione da parte degli operatori, i quali dovranno sforbiciare le loro tariffe passando da uno 0,19 euro al minuto per le chiamate, 0,06 euro per gli sms e 0,20 euro per megabyte di dati scaricato a uno 0,05 euro per le chiamate, 0,02 per i messaggi e 0,05 per la navigazione su internet.

Entusiasmo per la relatrice Pilar del Castillo, mentre non mancano voci discordanti, come l'eurodeputato M5S Dario Tamburrano: “Oggi avrei voluto votare per l'abolizione del roaming, in modo da rendere l'Europa un continente davvero connesso. Purtroppo l'accordo raggiunto è farlocco, perché cede a un'abolizione del roaming ritardata e condizionata in cui le compagnie telefoniche potranno scaricare i mancati profitti sulla maggioranza dei cittadini, compresi coloro che non lo utilizzano, non sanno cosa sia o non viaggiano mai all'estero, sempre più numerosi in un continente in crisi”.

Altro punto affrontato riguarda la neutralità della rete, che riterrebbe il traffico su Internet trattato tutto allo stesso modo, ossia fare in modo che un provider non blocchi o rallenti determinati contenuti ma tutto viaggi alla medesima velocità. Una rete più libera e indipendente, dunque, ad eccezion fatta dei “servizi specializzati” – che includono per esempio applicazioni in ambito sanitario – e quelli innovativi – come la tv via web.

Foto: ilfattoquotidiano.it

Dino Buonaiuto

InfoOggi.it Il diritto di sapere