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Cisal, questa la nostra proposta di riforma della giustizia

Lazio

ROMA, 22 FEBBRAIO 2014 - Nel primo pomeriggio di giovedì 20 febbraio, Paola Saraceni, Segretario Generale del Dipartimento Ministeri, Sicurezza e P.C.M. e Vinvenzo Silvestri, coordinatore della provincia di Napoli, della CISAL Fpc, hanno incontrato alla Camera dei Deputati, l’On. Michela Rostan , del Partito Democratico.

Alla parlamentare, i due dirigenti sindacali e la delegazione che li accompagnava hanno esposto - riassunto tra l’altro in un documento consegnato alla alla stessa deputata - una propria proposta di riforma della giustizia che metta al centro del progetto i lavoratori giudiziari, non assolutamente marginali nella preziosissima funzione del sistema giudiziario italiano (così per come gli stessi hanno più volte richiesto nel tempo ed in questi ultimi mesi in modo particolare attraverso le pacifiche manifestazioni dei comitati spontanei costituitisi in lungo e in largo nella Penisola), mediante la fuoriuscita dall’attuale inquadramento nel comparto ministeri.
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Questo perché - ha spiegato la stessa Saraceni– nell’Organizzazione Giudiziaria, il personale non rappresenta un optional all’interno della stessa. Al contrario, essendo i materiali esecutori dei provvedimenti giurisdizionali, questi lavoratori costituiscono l’ossatura portante degli uffici perché sono loro che istruiscono i processi, provvedendo a preparare tutti gli atti del dibattimento, del quale sono poi gli autentici notai. Di fatto, le cancellerie non sono semplici uffici al servizio dei magistrati, ma sono il motore stesso dell’attività giudiziaria, un propulsore che se rallenta o s’inceppa, provoca il malfunzionamento dell’intera macchina processuale, oltre che amministrativa. La magistratura deve essere fortemente affiancata da personale, altamente qualificato in questo specifico ambito, che l’ha sempre fatto e che vuole continuare a farlo sempre meglio e di più – ha proseguito la Saraceni – per far si che la giustizia, che tutela e garantisce tutti i cittadini, funzioni sempre meglio.

Alla luce della drammaticità della situazione odierna -- che vede una giustizia tanto nel settore civile quanto in quello penale, prossima al collasso; con milioni di pratiche arretrate, con conseguenze gravissime non solo all’interno del sistema giustizia, ma anche sul tessuto economico del Paese, come ampiamente asserito e dimostrato da tanti autorevoli esperti ed organi del mondo economico, anche a livello internazionale -- si impone una coraggiosa ma essenziale scelta di campo, che preveda l’uscita in blocco del personale giudiziario dal comparto Ministeri, per farlo riconfluire nell’ordinamento giudiziario e definire un nuovo contratto di natura pubblicistica, che tenga conto della specificità di questi lavoratori e, soprattutto, del loro fortissimo ed indissolubile legame funzionale con il personale della Magistratura che, vogliamo ricordare, è fuori dalle previsioni del D. L. 29 del 1993.

Così facendo – ha chiosato Paola Saraceni -prevedendo un contratto di tipo pubblicistico, più agile e snello, con il quale riconoscere a personale con competenza specifica e particolare tale specificità, cosa impossibile da realizzare con l’attuale inquadramento all’interno del cosiddetto comparto ministeri, si darebbero quell’impulso e quell’accelerazione necessari alla ripartenza della macchina giudiziaria.

Se il nascente Governo Renzi comprenderà che l’esigenza, non più rinviabile, di una vera e profonda riforma strutturale, della Giustizia –– ora lenta a tal punto da arrivare a definire le cause dopo molti anni svilendo così la sua mission più autentica --deve costituire la priorità assoluta e non può prescindere da questo aspetto – come già più volte sostenuto dalla stessa Dirigente sindacale- allora si potrà ridare ad Essa la propria funzione, facendola uscire dalle sabbie mobili nelle quali sta affondando giorno dopo giorno a causa dell’accumularsi degli arretrati. Dopo aver definito per legge l’autonomo comparto della giustizia, andrà delineata, per mezzo dei successivi decreti attuativi, la riorganizzazione completa del suo personale, ivi compresa la previsione dei nuovi profili professionali, unificando i tanti (troppi) attualmente previsti, e traslandoli verso l’alto, in considerazione dei più alti contenuti professionali che li dovranno caratterizzare.

Precedentemente, nel corso della mattinata, cosi per come previsto, insieme a tantissimi rappresentanti dei Comitati di protesta pacifica dei lavoratori giudiziari, i predetti dirigenti sindacali della CISAL, hanno partecipato alla manifestazione indetta dall’Organismo Unitario dell’Avvocatura Italiana -- svoltasi in piazza della Repubblica in Roma ed alla quale hanno preso parte circa 20mila persone -- contro una giustizia ingiusta, inefficiente ed esclusiva; contro una riforma a “costo zero” fatta sulle spalle dei lavoratori, nonché contro la costante umiliazione della giustizia e delle democrazia.

(notizia segnalata da Antonello Iuliano)