Coldiretti, oligopolio su filiera alimentare mondiale: le conseguenze

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NEW YORK, 22 OTTOBRE - Mai stati così esigui i padroni del cibo che consumiamo ogni giorno: poche multinazionali dominano infatti il settore alimentare con gravi ripercussioni sulla nostra salute in termini di contaminazione del prodotto.

A lanciare l’allarme è la Coldiretti durante la presentazione del rapporto Ipes-Food, al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione. Lo studio analizzato dalla Coldiretti presenta un oligopolio di multinazionali che controlla la filiera alimentare mondiale, dalle sementi ai pesticidi, dalla trasformazione industriale alla distribuzione commerciale.

Questa situazione, già di per sé allarmante, è acuita dalle tre rivoluzionarie fusioni mondiali tra Bayer-Monsanto, ChemChina-Syngent e Dow-Dupont, che insieme controllerebbero il 60-70% dell'intero mercato alimentare. Per meglio comprendere un simile scenario, si pensi che il 90% del mercato globale dei cereali è controllato da soli quattro gruppi mondiali: Louis Dreyfus Commodities (Francia), ADM-Archer Daniels Midland (USA), Cargill (USA), Bunge (USA). L'oligopolio del settore implica non pochi problemi denunciati sia dalla Fao che dall'Ue.

In primis, un controllo così onnicomprensivo della filiera risulta in abbassamenti salariali dei contadini e in scarsi guadagni delle aziende agricole a valle, schiacciate dal potere di queste multinazionali che senza soggiacere alle regole della concorrenza fissano prezzi che vengono rincarati di molto prima di essere commercializzati, col fine ultimo di arricchirsi ‘punendo’ i produttori, anello portante della filiera alimentare. Da ultimo, non per importanza, il consumatore non potrà mai sentirsi sicuro di consumare un prodotto di qualità.

 

Luna Isabella

(foto da confartigianato.it)

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