CATANZARO, 9 OTTOBRE 2013 - (Riceviamo e pubblichiamo)
L’inquietante vicenda legata alla paventata copertura di un tratto di Corso Mazzini si arricchisce degli interventi provenienti dalle più variegate realtà cittadine e se è vero che “l’amministrazione Comunale non ha nessun progetto esecutivo da cantierizzare e che eventuali decisioni percorreranno la strada della condivisione con i cittadini”, stando alle opinioni fin qui registrate l’argomento copertura dovrebbe essere oramai abbandonato e il Comune di Catanzaro dovrebbe guardare ad altre soluzioni per l’agognato rilancio del Centro storico. Anzi, a dirla tutta, è già grave che una tale idea sia stata concepita e addirittura proposta!
A nostro parere, infatti, per trovare una seria ed efficace strategia capace di risollevare le sorti della nostra arteria storica, occorre un approccio molto più profondo che indaghi sulle motivazioni e sui risvolti sociali, commerciali, economici, culturali, ambientali che hanno progressivamente ridotto il nostro Corso alle attuali deprimenti condizioni.
Un colpo sostanziale, come è ormai acclarato, è stato certamente inferto dai numerosi centri commerciali e dalle strutture di grande distribuzione che affollano l’hinterland catanzarese nel raggio di appena trenta chilometri dal centro cittadino; poi, c’è la crisi, il caro affitti, il calo demografico, la perdita di funzioni, la scarsa “verve” dei nostri commercianti, la loro incapacità di rinnovare e qualificare l’offerta, l’insufficiente coesione degli esercenti, la struttura urbanistica e tanti altri elementi che nessuna copertura al mondo potrà mai eliminare.
D’altronde, tutti i catanzaresi ricordano che, già quando ancora non esistevano i centri commerciali, il nostro Corso non brillava sicuramente per attrattiva commerciale e questo era, ed è tuttora, la convinzione dei grandi marchi che rifiutavano, e rifiutano attualmente, l’idea di avviare negozi con le loro griffe nel nostro centro storico dove, al di là di pochissimi qualificati negozi, hanno vivacchiato per anni esercizi commerciali che non hanno saputo o potuto innovarsi e, per questo, sono stati inesorabilmente spazzati via dalle mutate caratteristiche delle richieste della clientela.
Tutte queste valutazioni rafforzano fermamente la nostra convinzione che nulla valgono le motivazioni di carattere architettonico espresse dagli ambienti comunali, così come non riusciremo mai a condividere una soluzione che, a prescindere dalla vituperata copertura, sia tesa a privilegiare esclusivamente un tratto del Corso, come se al di sopra di Piazza Grimaldi e al di sotto di Piazza Cavour non esistessero realtà economiche e commerciali da tutelare e da inserire in un auspicabile complessivo piano di rilancio.
Siamo sicuri, pertanto, che gli organi comunali sapranno trovare soluzioni capaci di rimuovere dalle fondamenta le cause del declino del nostro centro cittadino, rendendo vana anche solamente l’idea di costruire un tetto sul nulla e puntando, piuttosto, alla riqualificazione degli immobili fatiscenti e dell’habitat storico-urbano; siamo altrettanto certi che questi argomenti meritino di essere affrontati senza forzature di carattere partitico e politico, come abbiamo letto in un comunicato stampa diramato da un consigliere comunale di maggioranza, perché il futuro della nostra città deve essere costruito sulla coesione e condivisione.
Né il fatto di essere stati eletti democraticamente nella civica assise consegna, ai medesimi eletti, titoli privilegiati in ordine a conoscenze storico-architettoniche e culturali tali da ignorare il buon senso: perciò un po’ di umiltà non guasterebbe, se non si vuol cadere negli errori urbanistici del passato che – dall’abbattimento dello “stretto” a Piazza Matteotti – oggi producono le classiche lacrime di coccodrillo. [MORE]
(Notizia segnalata da Movimento Civico Indipendente “Catanzaronelcuore” )
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