

Cosenza - Cittadella 0-1: Tabula Rasa necessaria per ripartire, Guarascio scortato al termine del match
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La sfida tra Cosenza e Cittadella si è conclusa con una sconfitta per i padroni di casa, che vedono ulteriormente complicarsi la corsa alla salvezza. Un risultato amaro, ma soprattutto una partita che ha lasciato spazio a numerosi interrogativi sia sul piano tecnico che gestionale.
La partita: uno specchio della stagione
Il match si è aperto sotto cattivi auspici per il Cosenza, che è apparso fin dall’inizio incapace di imporre il proprio gioco. Nonostante alcune occasioni create, è mancata la concretezza necessaria per riequilibrare il risultato. Gli interventi decisivi dei portieri Castrati e Maniero hanno mantenuto viva la partita, ma la sensazione è stata quella di una squadra poco incisiva, incapace di ribaltare lo svantaggio.
“Questa squadra non è in grado di recuperare”, è stato il commento sconsolato di molti tifosi al termine del match. La realtà è che il Cosenza sta vivendo una discesa continua, senza i segnali di riscatto che si erano sperati dopo un inizio di stagione discreto.
Una società allo sbando
Al termine della partita, il presidente Guarascio è stato scortato fuori dallo stadio, segno tangibile della tensione alta che si respira a Cosenza dopo la sconfitta contro il Cittadella.
Il post partita ha portato alla luce non solo le difficoltà tecniche, ma anche i problemi strutturali della società. La gestione disorganizzata ha colpito anche i tifosi, con lunghe attese alle biglietterie e disagi che hanno spinto molti ad abbandonare lo stadio. “Non è possibile continuare così”, è stato il coro unanime delle curve, che hanno nuovamente contestato apertamente il presidente Guarascio.
A peggiorare il clima, l’assenza di comunicazione ufficiale da parte della dirigenza e dello staff tecnico. La mancata conferenza stampa del mister Alvini è stata percepita come una mancanza di rispetto nei confronti di tifosi e giornalisti. “Quando le cose vanno male, bisogna parlare”, è stata l’osservazione di chi segue da vicino le vicende della squadra.
Prospettive nerissime
Con dieci partite senza vittorie e una classifica che si fa sempre più impietosa, il futuro del Cosenza appare segnato. Anche le operazioni di mercato, ammesso che ve ne siano, difficilmente potranno invertire la rotta. “Chi verrebbe in una squadra destinata a retrocedere?”, è la domanda retorica che riecheggia tra tifosi e addetti ai lavori.
La prossima sfida contro la Sampdoria a Marassi rappresenta un altro ostacolo arduo. Per molti, la salvezza è ormai un miraggio, e l’obiettivo realistico resta quello di retrocedere con dignità, evitando ulteriori umiliazioni.
L’appello finale
“Questa società deve fare tabula rasa”, è l’invito accorato che si leva dai tifosi. Serve un cambiamento radicale, non solo sul piano sportivo ma anche nella gestione societaria, per restituire dignità a una piazza storica e appassionata come quella di Cosenza.
Mentre il campionato prosegue, resta solo da sperare che questi momenti difficili possano rappresentare un punto di partenza per una rinascita futura. Nel frattempo, il disappunto dei tifosi è il riflesso di una città che si sente tradita e mortificata, ma che non ha mai smesso di amare i suoi colori.