Cottarelli: difficile ridurre deficit inserendo flat tax, riforma pensioni e reddito di cittadinanza

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ROMA, 17 SETTEMBRE – Carlo Cottarelli, economista ed ex premier incaricato di formare il ...

ROMA, 17 SETTEMBRE – Carlo Cottarelli, economista ed ex premier incaricato di formare il nuovo governo dopo le elezioni di questo inverno, dice la sua sui conti dell'Italia nel corso di una intervista a Radio Capital.

Le prime considerazioni sono sul deficit e sulle nuove misure che il governo vorrebbe introdurre. "Io escluderei un deficit superiore al 2%. Se si arriva all'1,6% è difficile far tornare i conti. Quest'anno partiamo dall'1,8, al quale bisognerà aggiungere la maggior spesa per l'aumento dello spread e le spese indifferibili: si arriva al 2,3%. Stando così le cose, è dura farlo arrivare a 1,6% inserendo flat tax, reddito di cittadinanza e una riforma delle pensioni. L'Iva non sarà aumentata, credo".

Poi parla della vulnerabilità del Paese, che senza riforme per la crescita potrebbe nuovamente diventare preda degli speculatori. "La realtà è che noi rimarremo vulnerabili anche con un deficit all'1,6%. Con qualche scossone o qualche rallentamento dell'economia europea diventeremo di nuovo preda di una crisi di sfiducia e degli speculatori se non facciamo riforme per la crescita. Penso, in ogni caso,che il governo sarà responsabile ed eviterà una crisi immediata".

Prosegue manifestando dei dubbi sulla pace fiscale. Secondo Cottarelli le priorità sono altre, come ridurre l'evasione fiscale e la burocrazia. "Pace fiscale? Per qualunque definizione internazionale è un condono. Per me le cose da fare per far crescere l'economia sono altre: partirei dalla riduzione della burocrazia, c'è l'evasione fiscale che obbliga a tenere tasse più alte".

Infine chiude con una riflessione sulle pensioni. "Quota 100? Sarebbe bello andare in pensione prima, il problema rimane quello del finanziamento. Perchè se tassi di più tassi i giovani. Esiste un vincolo di bilancio che va al di là delle regole europee. Legge Fornero? Aggiustamenti ne farei, ma non la cambierei totalmente. Purtroppo è stata necessaria".

Diana Sarti

Fonte foto: Repubblica.it

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