Diffamazione e Social Network: quanto sei social?

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L’utilizzo del web per molestare e denigrare l’altrui persona sta diventando problematic...

L’utilizzo del web per molestare e denigrare l’altrui persona sta diventando problematica sempre più insidiosa anche a causa della crescita esponenziale di nuovi mezzi telematici. In un mondo connesso h24, i social network sono diventati lo strumento prediletto per l’instaurazione dei rapporti interpersonali ed i Millennials possiedono più di altri le capacità per sfruttarne in modo sempre più dinamico le opportunità. Se da un lato internet è un potenziatore di possibilità per la costruzione della propria identità, dall’altro gli strumenti tecnologici creano dipendenza, alterazione del vissuto temporale, cognitività completamente orientata all’uso del computer e dissipamento delle relazioni amicali con conseguente isolamento sociale.

E tu, quanto sei SOCIAL?
Like, commenti, continui aggiornamenti di status, e Igstories : la nuova frontiera delle amicizie virtuali. Lo sviluppo di una simile "coscienza social" ha posto il problema di individuare i margini di libertà e, al contempo, della liceità dell'informazione.
Da tale angolo di visuale è importante distinguere tra chi veicola professionalmente la propria informazione (ad es. attraverso un quotidiano online) e chi condivide uno status o un commento su una qualsivoglia "piattaforma social".
Ma che cosa si intende per Social Network?

La Cassazione Penale lo ha definito "un servizio di rete sociale, basato su una piattaforma software scritta in vari linguaggi di programmazione, che offre servizi di messaggistica privata ed instaura una trama di relazioni tra più persone all'interno dello stesso sistema".
Sul web, a differenza di quanto avviene sui media tradizionali, la diffusione delle proprie idee, opinioni e convinzioni non è sottoposto a preventivo controllo. Il rischio di incorrere nella commissione del reato di diffamazione risulta così molto più elevato.
A questo punto, è opportuno, ora, verificare quali conseguenze penali possono derivare dalla "diffamazione via social".
Al riguardo, è necessario richiamare il dettato dell'art. 595 del codice penale "chiunque [...] comunicando con più persone, offende l'altrui reputazione, è punito con la reclusione fino ad un anno o con la multa fino ad euro 1032". Il terzo comma dell'articolo prevede un aggravante di pena nel caso in cui l'offesa all'onore e all'altrui reputazione sia commessa con qualsiasi mezzo di pubblicità. La Cassazione Penale ha infatti precisato che il reato in oggetto è integrato anche quando la diffamazione sia attuata attraverso la rete internet o i social network (considerato l’elevato potenziale diffusivo di tali strumenti).

Foto [dal checco]
Anna Vagli

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