Disoccupazione, emigrazione e sanità: dibattito promosso dalla CISL Magna Graecia

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CATANZARO 26 GENNAIO - Disoccupazione, emigrazione e sanità: sono stati questi i temi trattati dal ...

CATANZARO 26 GENNAIO - Disoccupazione, emigrazione e sanità: sono stati questi i temi trattati dal dibattito promosso dalla CISL Magna Graecia ( e da Francesco Mingrone Segretario Generale della UST CISL Magna Graecia) e tenutosi, ieri mattina, presso la “Casa delle Culture” della provincia di Catanzaro. I lavori, presieduti da Tonino Russo, Segretario Generale della CISL Calabria, si sono aperti con l’intervento di Francesco Mingrone Segretario Generale della UST CISL Magna Graecia. Sono, poi, intervenuti l'arcivescovo metropolita monsignor Vincenzo Bertolone, il presidente della Provincia Sergio Abramo e l'onorevole Antonio Viscomi ordinario di diritto del Lavoro presso l'Università di Catanzaro. Le conclusioni sono state affidate a Luigi Sbarra, Segretario Generale aggiunto CISL. La panoramica offerta da Russo sulla situazione della Calabria ha dato il là al dibattito partito dall’analisi delle carenze del territorio. E Mingrone lo fa con un alternarsi perfetto di buio e luce della nostra terra. “Disoccupazione, emigrazione e sanità: i temi di cui si parla, oggi, sono le parole più ricorrenti sulle pagine dei giornali quanto si parla della nostra terra. E sono, purtroppo, diventanti questi gli elementi predominanti nel biglietto da visita di una regione la cui bellezza dei luoghi basterebbe da sola per renderla la più bella d’Italia. Però si sa la mano dell’uomo commette, troppo spesso, gravi errori. Ed anni ed anni di cattiva politica hanno portato la Calabria ad essere il fanalino di coda di un Paese in forte crisi d’identità. Eppure basterebbe poco per ridare slancio e vitalità ad un lembo di terra che continua, quotidianamente, a dare lezioni di grande civiltà. Basta pensare a quanto accaduto, poche settimane fa, a Torre Melissa dove un sindaco ha creato – figurativamente e simbolicamente – una catena di salvezza umana insieme ai suoi concittadini”. Poi il buio di una terra che annaspa in termini di occupazione. Mingrone parla di disuguaglianza, di disagio sociale, tra famiglie in povertà assoluta e lavoratori poveri.“Il numero di famiglie meridionali con tutti i componenti in cerca di occupazione è raddoppiatotra il 2010 e il 2018, da 362 mila a 600 mila (nel Centro-Nord sono 470 mila). La Svimez – aggiunte Mingrone -  parla infatti di sacche di crescente emarginazione e degrado sociale, che scontano anche la debolezza dei servizi pubblici nelle aree periferiche”. Il Governo? Secondo il Segretario della CISL Magna Graecia c’è in atto un tentativo di rimuovere la questione meridionale dall’agenza romana. “Eppure – tuona – se frena il Sud, perde l’Italia”. A quei giovani, troppo spesso, con la valigia in mano non per scelta ma per necessità va il pensiero di Mingrone che, nel citare Primo Levi e il suo “Cristo si è fermato ad Eboli” ha espresso l’auspicio che “i nostri giovani diventino il volano dello sviluppo di questa regione”. Poi l’affondo sul Governo per il mancato confronto sul decreto Dignità e sugli effetti di precarietà scaturiti dalla legge sul Bilancio e dalla Flag Tax. Obiettivi di sviluppo, crescita e lavoro: questa la sintesi con cui Mingrone ha ceduto la parola a monsignor Vincenzo Bertolone che, nel pomeriggio, ha benedetto la nuova sede della CISL a Catanzaro. “Le problematiche – ha detto l’alto prelato – denunciate dal Segretario Mingrone sono condivise. Ma la domanda da porsi è: qual è la soluzione? Il sindacato deve elaborare proposte concrete, altrimenti sbraitiamo inutilmente. Abbiamo bisogno di persone che pensano, propongono e costruiscono”. Monsignor Bertolone cita Seneca parla della fuga dei cervelli e dell’approdo, troppo spesso, drammatico sulle nostre cose di “carne umana”. Il senso di comunità venuto meno e la diffidenza verso le istituzioni: Bertolone ne parla dando grandi responsabilità all’apparato burocratico, ai fenomeni della corruzione, alla crisi economica e alla necessità di rifondare la politica. “Senza i nostri giovani – ha detto – questa terra sarà destinata a morire”. Nella duplice veste di sindaco del capoluogo e presidente della Provincia è intervenuto Sergio Abramo che, però, ha subito chiarito che il suo monito è, anche, quello di imprenditore: “La politica ha la presunzione di non concertare e molti che la fanno non sanno nemmeno ciò di cui parlano. Per far partire il sistema di produzione va fatta un’analisi del mercato interno. Non si può aspettare l’aiuto dall’esterno. Parliamo di emigrazione sanitaria: ebbene la politica non può entrare nel merito della scelta dei primari né i direttori generali possono essere scelti così come avviene in Calabria”. Abramo è un fiume in piena. Parla di competenza, competitività del territorio e possibilità di sviluppo. Questi termini tornano, poi, nell’intervento dell’onorevole Antonio Viscomi che parla di problemi legati non a soldi o fondi ma di visione. L’analisi di Viscomi parte dalle ultime misure adottate dal Governo sino, poi, ad arrivare ai temi al centro dell’attenzione. “Noi siamo il problema di questa Regione. Fino a quando si ragionerà seguendo la logica “da solo vado avanti”, questa Regione non decollerà mai”. Rispetto al tema della sanità, Viscomi sintetizza i problemi del settore sottolineando la mancanza totale di fiducia. Poi parla ai sindacati, auspicando che le parole del neo segretario nazionale della CGIL di unificare i sindacai possa trovare reale concretezza. “Bisogna iniziare a distinguere – ha aggiunto – tra chi politica per il bene comune e chi, invece, lo fa per altro. Solamente, in questo modo, si arresta l’ascesa del populismo”. Coniugare i diversi interessi, fare sintesi: è questo il suggerimento che Viscomi ha voluto dare alla Cisl. A concludere i lavori è stato, quindi, Luigi Sbarra Segretario Generale aggiunto CISL.La classe dirigente meridionale deve liberarsi da una cultura sbagliata – così esordisce il segretario Sbarra nel suo intervento. Si riducono gli investimenti, perdiamo come sistema Italia tanti pezzi di export. Cala l’occupazione, aumentano le diseguaglianze anche per effetto di una globalizzazione sbagliata consegnata ad una finanza speculativa. Esplode la povertà, perdiamo posti di lavoro e ci sono effetti incendiari nei rapporti sociali. Ad un passo dal baratro e dal rischio di secessione, il Paese si misura con divario tra Nord e Sud eccessivamente elevato”. La ricetta? Per Sbarra nessun dubbio: “Dalla Calabria deve partire un processo di cambiamento economico, culturale”. L’affondo del leader della CISL va, poi, nella direzione del Governo Nazionale, con particolare riferimento alla Legge sul Bilancio. Scuola, lavoro, sanità: l’analisi di Sbarra è a 360 gradi. “Manca una visione generale di sviluppo tale da far ripartire il capitale produttivo. Il precedente governo, aveva tanti limiti, ma per il Sud aveva messo in piedi strumenti di intervento molto importanti. Oggi – conclude – il Sud viene relegato ad un ruolo di marginalità con un rischio nuovo che sta tornando sotto mentite spoglie: l’idea della recessione”.

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