Entro febbraio decreto attuativo su nuovi Pir. Al lavoro tecnici del Mise e del Mef

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ROMA, 15 GENNAIO - I tecnici del Ministero dello Sviluppo Economico e del Mef si sono riuniti oggi p...

ROMA, 15 GENNAIO - I tecnici del Ministero dello Sviluppo Economico e del Mef si sono riuniti oggi per approfondire il tema del decreto attuativo sui nuovi PIR. Entro febbraio saranno pienamente operativi i PIR come previsto dalla Legge di Bilancio 2019. La novità introdotta - si ricorda – è legata al fatto che le agevolazioni fiscali sono collegate a una quota d'investimenti dedicati a start-up e PMI innovative. L'obiettivo del Governo è incrementare la quota parte dell'investimento a sostegno dell'economia reale.

I Pir sono piani individuali di risparmio istituiti nel 2017 per piccoli investitori e nascono principalmente per convogliare risorse economiche verso le piccole e medie imprese italiane. Con l'approvazione della nuova legge di Bilancio, secondo gli esperti, il mercato - che nei due anni precedenti ha funzionato piuttosto bene - rischia però di bloccarsi.

Nei commi che vanno dal 211 al 216 della manovra si stabilisce infatti che i nuovi Pir sottoscritti dal primo gennaio 2019 dovranno investire almeno il 3,5% del patrimonio in fondi italiani di "venture capital" e un altro 3,5% in azioni di piccole e medie imprese (quotate Aim) con meno di 250 dipendenti e 50 milioni di ricavi. Ma per le Società di gestione del risparmio (Sgr) con grossi patrimoni questi vincoli potrebbero essere molto difficili da rispettare. Inoltre, le norme necessitano di appositi decreti attuativi al momento non ancora emanati. In loro assenza, i Pir di nuova istituzione restano di fatto bloccati mentre chi ha già sottoscritto dei piani in passato può continuare ad alimentarli con nuovi investimenti.

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