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Eurozona: inattesa frenata del pmi, Germania delude

Campania

BERLINO (GERMANIA), 20 NOVEMBRE 2014 - L'indice Pmi manifatturiero tedesco cala inaspettatamente a novembre a quota 50, che rappresenta la soglia di demarcazione tra la crescita e la contrazione del ciclo economico. Infatti, secondo il Markit Economics, l'indice dei servizi  è passato da 51,4 contro i 51,5 del consenso e quello servizi è calato a 52,1 da 54,4 rispetto ai 54,5 previsti.

Calo del Pmi tedesco

Anche Piazza Affari e le altre piazze europee accelerano al ribasso dopo che l'indice Pmi composito dell'eurozona è sceso.

Negli ultimi 16 mesi il settore manufatturiero tedesco era cresciuto ad un ritmo più moderato, a causa del rallentamento dell'attività manifatturiera e la perdita di slancio dei servizi, che hanno messo in evidenza i punti deboli di una delle più grandi economie europee anche nel quarto trimestre.

L'indice composito, che è l'insieme del settore manifatturiero e dei servizi, che valgono oltre due terzi del pil tedesco, ha frenato a 52,1 a novembre da 53,9 a ottobre, segnando il punto più basso da 16 mesi.
Sia l'indice relativo al settore manifatturiero sia quello dei servizi mostrano un andamento peggiore delle stime degli economisti, rispettivamente a 51,5 e 54,5.

"Si delinea un quadro preoccupante per la salute dell'economia tedesca", ha dichiarato Oliver Kolodseike, economista di Markit. "La crescita dell'output del settore privato ha rallentato sui minimi da 16 mesi", sottolinea l'esperto, aggiungendo che "anche i servizi hanno iniziato a perdere slancio".

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Il settore manifatturiero resta, quindi, debole, e c'è molta incertezza per il calo della domanda sia interna che estera. "L'economia tedesca rischia di non registrare una crescita significativa nel 4° trimestre dopo l'espansione solo marginale dello 0,1% nei tre mesi a settembre", avverte l'esperto.

Per quanto riguarda la Francia, l'indice composito si è attestato a 48,4, appena sopra 48,2, il minimo a 8 mesi segnato a ottobre, restando quindi sotto la soglia dei 50 punti.
Si è però accentuata la caduta dell'attività manifatturiera, il cui indice è sceso a 47,6 da 48,5, mentre gli economisti convergevano su una lettura a 48,8. Di poco migliore del consenso (48,5) l'indice Pmi servizi: 48,8 da 48,3 di ottobre.

 

(foto:informazionecontro.blogspot)

Filomena I. Gaudioso