Fiat condannata per condotta anti-sindacale. Accolto il ricorso della Fiom contro la Magneti-Marelli

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BOLOGNA, 28 MARZO 2012 - Condotta anti-sindacale. È questa la motivazione della condanna infl...

BOLOGNA, 28 MARZO 2012 - Condotta anti-sindacale. È questa la motivazione della condanna inflitta dal Tribunale del Lavoro di Bologna alla Magneti Marelli, azienda del gruppo Fiat. Il tribunale ha così accolto il ricorso presentato lo scorso febbraio dalla Fiom, con il quale il sindacato dei metalmeccanici denunciava una particolare interpretazione dell'articolo 19 dello Statuto dei Lavoratori fatta dall'azienda in seguito alla firma degli accordi separati sul “modello Pomigliano”. L'azienda in pratica, a parere del sindacato e adesso anche del Tribunale, aveva fatto in modo di escludere i rappresentanti Fiom dalle elezioni delle rappresentanze sindacali.

Secondo la sentenza scritta dal giudice del lavoro Carlo Sorgi, «si deve intimare alla società di rimuovere la propria condotta accettando i nominativi forniti da Fiom quali Rsa». La sentenza dovrà essere affissa in azienda, in un luogo accessibile, per venti giorni.

Piena soddisfazione è stata espressa in seguito alla sentenza dalla Cgil e dal segretario della Fiom, Maurizio Landini. «La Fiom rientra in Fiat. È la quinta volta – dichiara Landini - in cinque diversi Tribunali, che nell'ultimo anno la Fiat viene condannata per comportamento antisindacale per atti e azioni contro la Fiom, i suoi iscritti e i suoi delegati», La decisione di oggi, aggiunge, «dimostra come il nuovo contratto imposto dalla Fiat, più che per ragioni produttive, economiche e organizzative, ha l'obiettivo di escludere il sindacato più rappresentativo del settore e di limitare le libertà sindacali delle singole persone». «È il momento della responsabilità verso le lavoratrici, i lavoratori della Fiat e verso il Paese: la Fiat – chiede la Fiom - applichi in tutti i suoi stabilimenti lo Statuto dei Lavoratori, le leggi e i principi costituzionali; il Parlamento si esprima; il Governo convochi un incontro tra l'Azienda e sindacati per ottenere garanzie certe d'investimento di tutela occupazionale e produttiva per tutti gli stabilimenti del Gruppo Fiat».

I commenti della Fiat, che si è detta “stupefatta” da questa decisione, sono ovviamente di tutt'altro tenore. In un comunicato, il Lingotto fa sapere che si opporrà contro la sentenza del tribunale del lavoro. «Il decreto del giudice – si legge nella nota - è contraddittorio nelle motivazioni perché da un lato accoglie il ricorso e, dall'altro, manifesta dubbi di costituzionalità sull'articolo 19 dello Statuto dei lavoratori. L'articolo 19, più volte confermato nella sua legittimità dalla Corte Costituzionale, prevede che si possano costituire rappresentanze sindacali aziendali solo nell'ambito dei sindacati firmatari dei contratti applicati in azienda. La Fiom non ha sottoscritto il contratto alla Magneti Marelli, per cui la mancata attribuzione dei diritti sindacali non deriva da una scelta aziendale, bensì da una inequivocabile volontà legislativa espressa in modo assolutamente chiaro nel testo dell'articolo 19 dello Statuto dei lavoratori. Il Tribunale di Torino ha riconosciuto legittimo il contratto collettivo sottoscritto da tutte le altre organizzazioni sindacali e applicato alla Magneti Marelli».

Serena Casu

(foto Agi)

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