Genova, un mese dopo il crollo del ponte: oggi la commemorazione a piazza De Ferrari

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GENOVA, 14 SETTEMBRE - È stato il silenzio, rotto solo dai rintocchi delle campane, ad accomp...

GENOVA, 14 SETTEMBRE - È stato il silenzio, rotto solo dai rintocchi delle campane, ad accompagnare la cerimonia di commemorazione a Genova un mese dopo il crollo del ponte Morandi.


Traffico fermo, saracinesche abbassate, i genovesi si sono stretti tutti a Piazza De Ferrari in ricordo delle 43 vittime.


E dietro le lacrime di parenti, amici e di decine di giovanissimi atleti genovesi, accompagnati dagli allenatori e dai dirigenti delle società si fanno sentire le parole di Giovanni Toti: “Non credo che importi a qualcuno il nome del commissario il problema è fare le cose bene e presto. Non ingarbugliare le carte. Come istituzioni ci siamo fatti carico da un mese dell'emergenza facendo un lavoro straordinario e oggi chiediamo al Governo di poter continuare, di non avere disturbi ma aiuti, perché l'unico compito ora è riaprire il ponte".


"Non sarà la caduta di un ponte a piegare Genova una città che ha voglia di tornare a correre nel più breve tempo possibile”, continua il governatore.


Non manca l’intervento del sindaco Marco Bucci: “Genova non è in ginocchio. Oggi ricordiamo le vittime e pensiamo alla ricostruzione per uscire dalla tragedia con la città più forti e grandi di prima”.


Puntuale anche il messaggio del Presidente Mattarella: “Genova non attende auguri o rassicurazioni ma la concretezza delle scelte e dei comportamenti”, che conclude con fermezza il suo intervento sulla Stampa e Secolo XIX: “ricostruire è un dovere e bisogna farlo nel minor tempo possibile con assoluta trasparenza e con il massimo di competenza”.


Genova è divisa in due da quello che resta del ponte crollato.
Il primo obiettivo sarà quello di riportare gli sfollati che oggi non hanno voluto partecipare alla cerimonia ufficiale a sentirsi di nuovo parte di un’unica comunità.

Rachele Fratini 

Fonte immagine: genova.repubblica.it

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