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Guerra. Tensione nello Stretto di Hormuz nave colpita e marinaio ferito durante il transito

Redazione
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Guerra. Tensione nello Stretto di Hormuz nave colpita e marinaio ferito durante il transito
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Un proiettile di origine ancora sconosciuta ha danneggiato la sala macchine dell’imbarcazione. Teheran mantiene la linea dura sulla chiusura del passaggio mentre aumentano le tensioni anche a Gaza in Cisgiordania e in Siria

Una nave in transito nello Stretto di Hormuz è stata raggiunta da un proiettile non identificato mentre effettuava una manovra per lasciare il passaggio marittimo. L’impatto avrebbe provocato danni alla sala macchine e il ferimento di un membro dell’equipaggio.

La segnalazione è arrivata dallo United Kingdom Maritime Trade Operations, organismo britannico che monitora la sicurezza della navigazione commerciale nelle aree considerate a rischio. La Guardia Costiera dell’Oman sta fornendo assistenza all’equipaggio e, secondo le prime informazioni, non risultano conseguenze ambientali.

Restano ancora da chiarire la nazionalità della nave, il tipo di carico trasportato e la provenienza del proiettile. L’incidente si inserisce in una fase particolarmente delicata per la sicurezza del Golfo Persico, segnata dal confronto tra Iran e Stati Uniti e dalle difficoltà incontrate nei negoziati sulla riapertura dello Stretto.

Perché lo Stretto di Hormuz è strategico

Lo Stretto di Hormuz collega il Golfo Persico al Golfo dell’Oman e rappresenta una delle rotte energetiche più importanti al mondo. Prima delle attuali restrizioni, attraverso questo corridoio transitava circa un quinto del petrolio e del gas naturale commercializzato a livello internazionale.

Qualsiasi interruzione della navigazione può quindi produrre conseguenze che vanno oltre il Medio Oriente, incidendo sul prezzo del petrolio, sui costi dei trasporti e sulla stabilità dei mercati. Il nuovo episodio riaccende le preoccupazioni per le petroliere e le navi cargo costrette a operare in un’area ad altissima tensione.

Teheran mantiene la chiusura dello Stretto

Il presidente del Parlamento iraniano e principale negoziatore di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha ribadito che lo Stretto resterà chiuso fino a quando Washington non rispetterà, secondo l’interpretazione iraniana, gli impegni previsti dall’intesa provvisoria.

Tra le richieste avanzate dall’Iran figurano la revoca del blocco marittimo, l’allentamento delle sanzioni petrolifere, lo sblocco dei beni iraniani congelati all’estero e la fine delle minacce e delle operazioni militari. Teheran sostiene inoltre che le divisioni interne potrebbero indebolire il Paese e favorire le iniziative dei suoi avversari.

Le posizioni tra le parti rimangono distanti. Il fallimento di una soluzione diplomatica potrebbe rendere ancora più pericolosa la navigazione e alimentare nuove tensioni militari in una zona essenziale per gli approvvigionamenti energetici mondiali.

Gaza al centro dei nuovi colloqui sul disarmo di Hamas

Sul fronte della guerra a Gaza, secondo quanto riportato dal portale israeliano Ynet, il Board of Peace starebbe valutando un nuovo modello per arrivare al disarmo completo di Hamas e al ritiro totale delle forze israeliane dalla Striscia.

L’ipotesi prevederebbe la consegna simultanea di tutte le armi in possesso dell’organizzazione palestinese, superando il precedente meccanismo graduale. All’operazione dovrebbe corrispondere il completo ritiro delle Forze di difesa israeliane.

La proposta sarebbe stata discussa durante i colloqui tra Jared Kushner, inviato speciale del presidente statunitense Donald Trump, e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Al momento, tuttavia, non risultano definiti tempi, garanzie operative e modalità di verifica dell’eventuale disarmo.

Cisgiordania nuove violenze contro i villaggi palestinesi

La situazione rimane critica anche in Cisgiordania. L’agenzia palestinese Wafa ha riferito che alcuni coloni israeliani avrebbero incendiato dei terreni agricoli alla periferia di Turmus Ayya. Un’ambulanza diretta verso l’area sarebbe stata fermata mentre tentava di raggiungere il luogo dell’incendio.

Nel villaggio di Beita, sempre secondo fonti palestinesi, un gruppo di coloni avrebbe lanciato pietre contro gli abitanti, provocando due feriti. Un altro episodio sarebbe avvenuto nei pressi di Betlemme, dove i passeggeri di un veicolo palestinese, tra i quali un bambino, sarebbero stati minacciati e raggiunti da spray urticante. Non risultano arresti in relazione agli attacchi segnalati.

L’assedio alle abitazioni di Qusra

Particolare preoccupazione suscita la situazione di Qusra, dove alcune famiglie palestinesi denunciano di essere rimaste isolate nelle proprie abitazioni a causa della presenza di coloni. Il capo del consiglio locale ha segnalato il rischio di una grave carenza d’acqua e la necessità urgente di medicinali.

Nel villaggio è tornato anche Loui Ridi, palestinese con cittadinanza statunitense residente in Ohio e proprietario di una delle case coinvolte. Dopo essere arrivato dagli Stati Uniti, l’uomo è riuscito a raggiungere l’abitazione con una scorta militare e ha issato sul tetto una bandiera americana.

Ridi ha spiegato di essere rientrato per impedire che la sua proprietà venisse occupata. L’episodio ha riportato l’attenzione internazionale sulla crescita delle violenze e delle dispute territoriali nella Cisgiordania occupata.

La Siria accusa Israele per il raid su Abu Duhur

Un ulteriore fronte di tensione riguarda la Siria nord-occidentale. Damasco ha accusato Israele di aver condotto otto attacchi contro la pista dell’aeroporto militare dismesso di Abu Duhur, nella provincia di Idlib.

Secondo una fonte militare citata dalla televisione siriana, il bombardamento avrebbe causato esclusivamente danni materiali. In precedenza, fonti della sicurezza avevano parlato di velivoli non identificati. Da parte israeliana non è arrivata nell’immediato una conferma ufficiale della responsabilità dell’operazione.

Un quadro regionale sempre più instabile

L’attacco alla nave nello Stretto di Hormuz non appare come un episodio isolato, ma come un nuovo segnale della crescente fragilità del Medio Oriente. Le tensioni marittime tra Iran e Stati Uniti, l’incertezza sul futuro di Gaza, le violenze in Cisgiordania e i raid in Siria compongono uno scenario nel quale una singola azione può provocare conseguenze molto più ampie.

Le indagini dovranno ora stabilire chi abbia colpito l’imbarcazione e con quale arma. Fino a quando non emergeranno elementi verificabili, l’attribuzione dell’attacco resta aperta.

Meta description: Una nave è stata colpita da un proiettile nello Stretto di Hormuz. Ferito un marinaio, mentre aumentano le tensioni tra Iran e Stati Uniti.


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