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I poeti di Via del Vento

I libri non finiscono mai di stupire. Ci rivelano sempre qualcosa di nuovo e affascinante. Posti, persone, sentimenti… Poco tempo fa, due piccoli volumi mi hanno deliziata con i componimenti di due poeti tedeschi a me sconosciuti: Georg Heym (Ci invitarono i cortili e altre poesie) e Walter Benjamin (Liberami dal tempo e altre poesie).

Di entrambi, e di tanti altri poeti tedeschi del ‘900, la casa editrice toscana Via del Vento ha curato una nuova traduzione di poesie varie, racchiuse nella collana Acquamarina, dando la possibilità al lettore, inesperto e non, di gustare i tratti tipici di ciascun autore affrontato.
Pur rimanendo nell’essenziale, i volumi sono composti da un’esaustiva biografia dell’autore, una breve, ma curata, presentazione della sua poetica da poemi vari.[MORE]

Ma ora vi parlo dei due poeti su citati.
Heym, morto ad appena ventiquattro anni, scrive versi permeati da forte malessere ed inquietudine. Il suo scrivere trascende le mode dell’epoca, anzi si fa promotore di una cultura lontana dai luoghi comuni borghesi, pur provenendo da questo ceto sociale.
Lontano da clamori e onori, questo poeta trascina il lettore in un’atmosfera velata, ma decisa nei suo tratti romantici.

Benjamin, mosso dal dolore della perdita del suo caro amico suicida Heinle, compone versi malinconici, a tratti arrabbiati. Tra la rassegnazione dell’assenza e la certezza che il ricordo mantiene vivo lo scomparso, il poeta ci trascina nel suo dolore dal tono chiaro/scuro, reale/surreale, come volesse afferrare con immagini e parole lo spirito dell’amico che vola alto, oltre il visibile.

Pur affrontando stati d’animo profondi e complessi, i versi sono di facile apprendimento e la lettura non è faticosa. Non siamo di fronte a termini aulici, ma i sentimenti di chi ha tracciato, nero su bianco, una parte di sé sono come la scia di una barca nell’oceano: visibile, delicata, ma un solco sull’immensità. L’immensità dell’intimo umano.

L’arpa pende nel vento lei non può impedire
Che il soffio della tua fine suoni le corde
Che nei cuori grandi fuochi alza
E nell’alto dei mari le onde muove al riso
.” ( da L’arpa pende nel vento di Walter Benjamin)


Solitaria una nuvola finché fu notte,
lungamente indugiò, in porpora scivolando
nell’eternità del cosmo, come del sogno
il bel canto sul suolo tinnante dell’anima.
” ( da I naviganti di Georg Heym)


Valeria Nisticò

Per ulteriori info su Via del Vento e i suoi volumi: http://www.viadelvento.it/