Ecco I vincitori del 21° Film Festival della Lessinia

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BOSCO CHIESA NIOVA (VE), 02 SETTEMBRE 2015 - Vola per la prima volta in Cina la Lessinia d'Oro, il m...

BOSCO CHIESA NIOVA (VE), 02 SETTEMBRE 2015 - Vola per la prima volta in Cina la Lessinia d'Oro, il massimo riconoscimento della rassegna cinematografica internazionale dedicata a vita, storia e tradizioni in montagna.  

Tra le 24 opere cinematografiche in Concorso, la giuria internazionale della ventunesima edizione della rassegna cinematografica di Bosco Chiesanuova (Verona), sabato 29 agosto nella cerimonia di premiazione al Teatro Vittoria, ha designato come miglior film Gtsngbo – Fiume (94', Cina 2015) di Sonthar Gyal.

Questa la motivazione letta dai giurati al regista volato in Lessinia dalla Provincia del Qinghai, al confine con il Tibet, per ritirare il prestigioso riconoscimento: “Questo film sulla vita di una giovane famiglia nomade in Tibet ci racconta una storia toccante ed entra nel cuore del pubblico. Ci mostra quanto sia necessario, nel nostro mondo, imparare a non ferire gli altri e noi stessi e tratta temi importanti quali la compassione e il perdono”.

Agli occhi della piccola Yangchan il mondo appare strano: inspiegabilmente suo padre non vuole andare a trovare il nonno eremita, considerato un santo dalla gente della regione; la mamma la allontana perché è in arrivo un nuovo bimbo. Alla vicenda fa da sfondo il mistico paesaggio delle montagne tibetane, bianche e brune.

Alla bambina protagonista del lungometraggio è stato assegnato il Premio della giuria internazionale: “Yangchan Lhamo ci offre una straordinaria performance, ancor più toccante se si considera la sua giovane età. Il film è arricchito dalla sua interpretazione matura e autentica, che rivela un carattere forte e speciale. L’attrice riesce a suscitare nel pubblico un ampio spettro di emozioni”.

A conquistare la Lessinia d'Argento per la miglior regia Mleczny brat – Fratello di latte (30', Polonia 2014) la produzione armeno-polacca del regista Vahram Mkhitaryan.
“Il corto ha un cast di successo – si legge nella motivazione –, capace di rappresentare con precisione ogni singolo personaggio. Il tema principale, cioè l’accettazione di un lutto, trova espressione in una brillante storia”. Il giovane Seto vive in un villaggio dell’Armenia. Come vuole la tradizione, consegna il desiderio di avere un fratellino a un brandello di stoffa, legato a un rovo. La mamma è incinta, ma il fratellino muore appena nato. Il vuoto per la sua perdita è colmato dall’amicizia con un agnellino.  

Altri riconoscimenti. Il Premio per il miglior documentario è andato a Eco de la montaña – Eco della montagna (92', Messico 2014) di Nicolás Echevarría. “Il coinvolgente e delicato ritratto di un artista che ci porta in un universo intimamente connesso con la natura – motivano i giurati –. I simboli di cui parliamo e che ritroviamo nei capolavori dell’arte cosiddetta “naïf” sono vissuti nella loro pienezza dai protagonisti”.
Nessuna opera in Concorso è stata segnalata quale miglior lungometraggio.

Quale miglior cortometraggio è stato premiato Tau Seru – Piccolo campo dorato (8', India e Australia 2013) del regista australiano Rodd Rathjen. Storia di un giovane pastore che vive tra le brulle terre alte himalayane. “Un’idea semplice e potente – secondo la giuria –: un giovane pastore dell'Himalaya sogna un mondo migliore e prende spontaneamente la decisione di cambiare radicalmente vita, senza sapere a cosa va incontro”.

Una menzione speciale è stata attribuita a Michele Cirigliano per il documentario Padrone e sotto (72', Svizzera 2014): “Il regista ha realizzato un documentario sobrio, con elementi di humor e una certa leggerezza. Fa un uso esperto della telecamera, con una serie di sequenze spontanee, immortalando i personaggi nel tentativo di fare i conti con il proprio destino”.

Premi speciali. A conquistare il Premio del Curatorium Cimbricum Veronense alla memoria di Piero Piazzola e Mario Pigozzi al miglior film di un regista giovane alla rassegna veronese è stato il documentario Nous saluerons la lune – Noi saluteremo la luna (52', Francia 2014), opera prima della regista francese Camille Chaumereuil.

Il Premio Speciale Cassa Rurale Bassa Vallagarina al miglior film sulle Alpi è andato invece a Kühe, käse, und 3 kinder – Mucche, formaggio e tre bambini (90', Svizzera 2015) di Susanna Fanzun, ambientato sull'alpe Gün, a 1.995 metri di altitudine, nella valle svizzera di Safien.

Il Premio Terre Vive al film che meglio esprime e promuove i valori dell’ecosostenibilità è stato consegnato a Bring the sun home – Porta a casa il sole (67', Italia 2013) di Chiara Andrich e Giovanni Pellegrini per “aver affrontato con maestria registica e stile delicato un soggetto originale di rara completezza, capace di unire al tema della sostenibilità, la storia di donne e madri, provenienti da continenti diversi”.

Ha vinto il Premio della Giuria del Carcere di Verona il cortometraggio girato in un fiordo islandese circondato dai monti Hvalfjörður - Il fiordo della balena di Guomundur Arnar Guomundsson (15', Danimarca e Islanda 2013). Il film, come hanno spiegato i giurati, “ha riacceso ricordi di disagio, sofferenza e solitudine dall’infanzia, ma ha allacciato anche connessioni con la vita precedente al carcere, quando l’incapacità a dialogare e a togliersi le maschere, il non chiedere aiuto e il volersi arrangiare da sé si sono rivelati trappole pericolose che hanno portato a imboccare vie rovinose, dopo aver arrecato danno anche a persone care. Ma la storia indica una via, attraverso un ragazzino che si ribella al male, al silenzio e all’indifferenza, sciogliendo il gelo di un’intera famiglia. Promuovendo il dialogo, si distribuiscono i pesi e ci si sostiene in cordata, come nel salire la montagna”.

Tau Seru – Piccolo campo dorato (8', India e Australia) di Rodd Rathjen ha meritato il Premio della giuria degli studenti delle scuole di cinema europee. Cortometraggio, hanno indicato i giurati, “notevole per la sua breve durata e per la sua semplicità. A parlare sono le immagini. Privo di dialoghi, è di carattere internazionale poiché lascia un grande senso di speranza. Il film simboleggia il desiderio e forse la necessità per i giovani di tutto il mondo di cambiare le proprie vite. Anche se soltanto di 8 minuti rende prigioniero lo spettatore nel mondo dei pastori. Ogni scena è ben studiata, con le giuste tempistiche e con una bella fotografia, a sostenere il tutto il finale aperto, che lascia molte possibilità di domande al pubblico”.

Secondo riconoscimento al Film Festival della Lessinia, con il Premio del pubblico, per Kühe, käse, und 3 kinder – Mucche, formaggio e tre bambini (90', Svizzera 2015) di Susanna Fanzun. Ad aggiudicarsi il Premio dei bambini è stato infine il divertente cortometraggio Zebra (3', Germania 2013) di Julia Ocker.

(notizia segnalata da Marta Bicego)

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