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Il conflitto tra genitori e figli adolescenti ai tempi del CoronaVirus

Lazio > Roma

In questo momento particolare dove il coronavirus sta sconvolgendo la nostra vita e la nostra quotidianità, costringendoci a una lunga convivenza forzata con i nostri figli, ho il piacere di intervistare per Voi:

il Dott. Omar Bonanni, Educatore Professionale, Consulente Educativo, Life e Family Coach, lavora a domicilio con le famiglie con figli dai 6 ai 18 anni sul territorio Toscano e con adulti affetti da autismo ad alto funzionamento o ritardo cognitivo medio lieve. Collabora con i Servizi Socio-Sanitari di diverse Provincie Toscane. Ha lavorato 16 anni all’interno di Comunità residenziali per minori a rischio (12-18 anni) dislocate su Roma e Provincia. E’ coautore di pubblicazioni universitarie. E’ autore di un libro di filastrocche per bambini 3-6 anni “ I Viaggi di Bubba- Filastrocche da disegnare e colorare”. Ha collaborato con alcune delle Università e cooperative romane nella formazione degli Educatori Professionali

Intervista:

A: come è cambiata oggi, a causa del Corona Virus, la convivenza tra genitori e figli adolescenti?

D: L’emergenza sanitaria che improvvisamente ha stravolto le nostre vite ci ha messo di fronte all’esigenza di rimanere a casa creando non pochi problemi di adattamento sia per i genitori che per i figli. Il conflitto tra genitori e figli adolescenti per esempio, da sempre esistente, si è esacerbato in molte famiglie, aumentando le difficoltà di una comunicazione funzionale ed empatica. Le richieste quotidiane di riordinare la stanza, fare i compiti, curare l’igiene personale, utilizzare con criterio videogiochi e strumenti tecnologici e tutte quelle richieste più o meno ascoltate che ogni genitore faceva hanno dovuto necessariamente essere modificate in pochissimo tempo.                                                                                                                                                              La nuova situazione ha modificato repentinamente la quotidianità, a volte già complessa delle famiglie mettendole di fronte a nuovi comportamenti ed equilibri. La chiusura delle scuole, vissuta in un primo momento come una liberazione dai ragazzi, si è presto trasformata in un forte disagio sia per l’allontanamento dalle proprie relazioni sociali che per le nuove modalità di studio attraverso piattaforme scolastiche, social e quant’altro.

A: Dove si concentrano oggi le richieste e le esigenze dei genitori?

D: La situazione all’interno delle famiglie ormai a contatto 24 ore su 24 si fa a volte esplosiva, le richieste dei genitori ora si concentrano soprattutto sullo svolgimento dei compiti scolastici e sull’utilizzo moderato e sano della tecnologia in generale, ma va da se che non sia facile all’atto pratico  mantenere l’equilibrio sperato, quindi si assiste ad un aumento del conflitto in famiglia, con conseguente aumento delle punizioni da parte dei genitori, sotto pressione anche da nuove ansie legate al lavoro , a problemi economici, alla mancanza di svago e alle paure e insicurezze che questo periodo porta con sé.                                                                    

A: sono modificate anche le strategie educative dei genitori?

D: Quello che noto in questo particolare periodo, facendo ormai il mio lavoro di consulente educativo da casa, online, è che i genitori hanno finito, o quasi, le scorte di pazienza, ed esaurito tutte quelle strategie educative che attuavano prima dell’emergenza e che oggi sembrano aver perso di efficacia.                                                                                                    

A: parlava di punizioni, come e con quale altro tipo di intervento educativo andrebbero sostituite?

D: Vorrei sottolineare come le punizioni siano fini a sé stesse, spesso non comprensibili e non adeguate al gesto commesso, inoltre sono di per sé un atto di chiusura e di interruzione di una sana e funzionale comunicazione. Le punizioni, secondo me, andrebbero sostituite con l’introduzione di atti riparatori, sicuramente più idonei ad aiutare i figli a rivedere e comprendere i propri comportamenti e le conseguenze legate ad essi, aiutandoli a responsabilizzarsi ascoltando le proprie e le altrui emozioni.                                Le riparazioni, a differenze delle punizioni, che sono un estremo atto di impulsività in cui viene espressa la rabbia come unica emozione, derivano da un pensiero pedagogico discusso e deciso dalla coppia genitoriale, ragionato e non immediato, sulla base delle caratteristiche del figlio/a.                                                                                     La risoluzione del conflitto non dovrebbe essere gestita attraverso un atto di potere da parte del genitore autoritario, ma dovrebbe essere un atto che insegna ai figli a negoziare e a cooperare, attraverso una decisione condivisa in qui non ci siano vinti o vincitori, ma in cui entrambe le parti ne escano soddisfatte, cioè la risposta trovata deve andar bene a tutti i soggetti coinvolti

A: Cosa potrebbero rivedere i genitori oggi del proprio metodo educativo?

D: I genitori, in questo momento in cui il tempo sembra dilatarsi, potrebbero rivedere i propri obiettivi educativi per diminuire i conflitti e per capire quali siano le proprie convinzioni e i propri valori personali.                  Attraverso la comprensione dei propri valori (come ad esempio amore, salute, benessere, onestà, successo, ecc...) ed il loro cambiamento  in base alle proprie priorità attuali, sarà possibile essere più coerenti con gli obiettivi da porsi con i propri figli. I valori sono la nostra bussola nella vita, guidano le nostre scelte, per cui più saranno chiari per i genitori, più sarà facile trasmetterli ai propri figli.

A: perché è così importante comprendere i propri valori?                                                   

D: perché dalla chiarezza dei nostri valori dipende la nostra forza di prendere decisioni. Quando sapremo cosa conta più per noi, sarà più facile prendere decisioni e abituare i nostri figli a prendere decisioni, potrebbe essere lo scopo di questo momento apparentemente inerte.

Al momento sta fornendo supporto educativo gratuito all’adolescente e alla sua famiglia. Di seguito, la mail per poter fruire di tale servizio: omarbonanni2@libero.it

Grazie per la preziosa disponibilità.

Antonia Caprella