Il Nabucco di Giuseppe Verdi in scena al Lirico di Cagliari

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CAGLIARI, 8 OTTOBRE 2015 – Il Nabucco di Giuseppe Verdi, quinto appuntamento della Stagione Li...

CAGLIARI, 8 OTTOBRE 2015 – Il Nabucco di Giuseppe Verdi, quinto appuntamento della Stagione Lirica e di Balletto del Teatro Lirico di Cagliari, ha debuttato venerdì 2 e sarà in scena sino a domenica 11 ottobre. Il capolavoro che regalò la celebrità al musicista di Busseto (Parma) e lo rese emblema del riscatto nazionale, a tre anni dall’ultima rappresentazione, si sta rivelando un gradito ritorno per il pubblico isolano. L’allestimento è proprio quello visto a settembre 2012, realizzato dai laboratori del Lirico cagliaritano in coproduzione con l’Ente Concerti Marilisa Decarolis di Sassari.

Il dramma lirico in quattro parti, su libretto di Temistocle Solera, tratto dal dramma Nabuchodonosor di Auguste Anicet-Bourgeois e Francis Cornu e dal ballo Nabuccodonosor di Antonio Cortesi, debuttò al Teatro La Scala di Milano il 9 marzo del 1842.

Noto anche ai profani dell’opera grazie al celeberrimo coro “Va, pensiero”, il Nabucco è molto di più di questo. Lo si intuisce già dalle prime note dell’ouverture suonate dall’orchestra magistralmente diretta dal maestro concertatore e direttore Massimiliano Stefanelli: sono proprio il trasporto e il coinvolgimento del maestro e dell’orchestra a rapire immediatamente il pubblico in sala, che dopo pochi attimi appare già estasiato. All’apertura del sipario, poi, a spiccare sono le luci, spettacolari, intense, profonde: un’illuminazione studiata nel dettaglio per evidenziare, in ogni momento dell’opera, i sentimenti più intimi dei protagonisti. Perfetto il connubio tra luci e scenografia nel momento in cui l’ira divina si scaglia sotto forma di fulmine sul blasfemo Nabucco, reo di essersi autoproclamato un dio. Efficaci anche le fiamme vive, segno della divinità ebraica, che rischiarano il cupo ambiente che ospita gli ebrei. Imponenti le scenografie, che prima mostrano allo spettatore il tempio di una Gerusalemme invasa dall’esercito nemico, poi la sobria eleganza del palazzo reale di Nabucco. Preziosi i costumi, completati e arricchiti nei momenti dei combattimenti da lucenti bustini metallici che fungono da essenziali armature. Lodevole, infine, la scelta registica di evitare contaminazioni dall’epoca contemporanea, soprattutto nella messa in scena dei conflitti tra ebrei e babilonesi: l’opera è coerente con il periodo di ambientazione originale e le armi, archi, frecce e spade, lo dimostrano.

La trama, ben articolata, narra i successi e i declini dei personaggi e dell’intero popolo, impersonato dal coro, che, come vedremo, in quest’opera si ritaglia un ruolo da protagonista. Nabucco (Alberto Gazale/Leo An), vincente sovrano di Babilonia, rischia di pagare a caro prezzo il suo delirio onnipotenza e, soltanto grazie alla conversione, all’ammissione dei suoi errori e al pentimento, riuscirà a salvare la sua unica figlia e a recuperare il suo potere. Abigaille (Dimitra Theodossiou/Susanna Branchini), creduta figlia primogenita di Nabucco, scopre invece di appartenere a una famiglia di schiavi e, acciecata dalla sete di potere, annienta il suo padre adottivo e condanna colei che, per anni, era stata considerata sua sorella. Anche per lei giungerà il momento della redenzione, ma non avrà altre occasioni su questa terra. Intanto, la vera figlia di Nabucco, Fenena (Lara Rotili), e il suo innamorato, Ismaele (Dovid Sotgiu/Roberto Iuliano), lottano per il proprio amore, che inseguono a costo di tradire il proprio popolo (Ismaele) e di cambiare fede (Fenena). Infine il coro del Nabucco, la cui vera forza risiede nella capacità di non apparire come un’unica entità astratta, ma bensì come un gruppo composto da singoli elementi che, pur essendo diversi tra loro per storia, età e genere, hanno un obiettivo comune: la libertà da ogni forma di oppressione.

Meritati gli applausi che il pubblico di Cagliari ha riservato a direttori, attori e coro, che hanno messo in scena un’opera piacevole, educativa e coinvolgente.

Il prossimo appuntamento in programma sarà la Carmen, balletto in due atti in scena dal 22 al 29 ottobre 2015.

(Foto di Priamo Tolu)

Vanna Chessa

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