Ilva: in discussione a Roma il fondo di garanzia

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ROMA, 24 DICEMBRE 2014 - Con un decreto in sei articoli, il Governo Renzi presenta la sua proposta p...

ROMA, 24 DICEMBRE 2014 - Con un decreto in sei articoli, il Governo Renzi presenta la sua proposta per salvare il polo siderurgico di Taranto. L'annuncio di questa discussione era nelle agenzia di stampa da settimane e ora Renzi si aspetta un'approvazione significativa, soprattutto per aver trovato le coperture sufficienti a garantire la ripresa dell'Ilva.

I dettagli del decreto

Con il decreto, il Governo intende velocizzare i lavori previsti dal Piano Ambientale: l'assenza di coperture da parte di Ilva aveva di fatto bloccato gli atti volti a garantire la sicurezza all'interno e all'esterno dello stabilimento.

Il primo punto è dare all'azienda la possibilità di effettuare tutti i lavori necessari. Per il decreto ora in discussione, due le soluzioni in questa direzione:

  1. Allungare i tempi di prescrizione, dando allo stabilimento (in quanto azienda di interesse strategico nazionale) maggior tempo senza incorrere in sanzioni;
  2. Gestire l'Ilva come Stato per un anno, per essere certi che i lavori si eseguano, anche con fondi pubblici. Questi arriveranno in parte (375 milioni di Euro) dalla Regione Puglia (con i Fers) e dallo Stato, attraverso Fintecna (tramite finanziamento) e la Cassa Depositi e Prestiti.

Oltre ai diretti progetti che riguardano l'Ilva, il Governo starebbe pensando a interventi sulla città: nel piano è previsto un piano di risanamento del quartiere Tamburi (il più vicino all'azienda) e della zona del Mar Piccolo.

Il processo di risanamento sarebbe affidato a un terzo commissario, che dovrebbe sostituire Gnudi: in tutto quest'anno di competenza statale, gli eventuali investitori sarebbero non soltanto tenuti informati, ma dovrebbero anche garantire i posti di lavoro una volta completati i lavori, aiutando il Governo in caso di difficoltà.

In un recente intervento, Renzi aveva provveduto a informare l'Unione Europea sulle sue scelte: per l'UE, il decreto potrebbe essere una forma di "tutela di Stato" per l'Ilva. Si negherebbe così il regime di concorrenza, che è sancito dall'Unione.

La reazione di Renzi a questa ipotesi era stata: "Se l'Europa vuole impedire di salvare i bambini di Taranto ha perso la strada per tornare a casa. Io sono più fedele agli impegni con quei bambini che a qualche regolamento astruso dell'Ue. Faremo il risanamento ambientale".

(Foto ultimenotizie.net)

AGGIORNAMENTO ORE 16.00. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto Salva-Ilva e gli altri provvedimenti del Jobs Act. Approvato anche il decreto sulle deleghe fiscali e quello per prorogare i contratti dei precari nella Pubblica Amministrazione. Cesa (UDC) ha così commentato: "l CDM di oggi conferma che c'è una forte volontà al cambiamento, volontà che l'Udc condivide e che ritiene imprescindibile per riportare il Paese al passo dei partner europei".

Dura la replica di Forza Italia, che, tramite Savino, dichiara: "Convocare il Consiglio dei ministri il 24 dicembre è l'ennesimo fuoco d'artificio per gettare fumo negli occhi degli italiani".

Annarita Faggioni

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