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IQuartieri: l'Onco-Ematologia del Ciaccio non può morire

Calabria > Catanzaro

L'atto aziendale dell'AOPC va bocciato. L'Onco-Ematologia del Viaggi o è un'eccellenza che non puo morire.

CATANZARO 25 SETT - La sanità calabrese oggi più che mai, deve riappropriarsi della propria funzione di cura senza tentennamenti, senza alleanze inopportune, ma in particolare deve rimettere al centro della propria azione il cittadino e non solo e soltanto un elementare conto economico.


Il “nuovo” atto aziendale emanato dalla Direzione strategica dell’AOPC, impone un seria riflessione, quella che in solitario, forse perché l’unico rappresentate istituzionale attento al territorio ed al valore della sanità, ha puntualmente fatto il consigliere regionale Francesco Pitaro (gruppo Misto) depositando all’attenzione della Presidente Santelli un interrogazione a risposta scritta. Si palesa in termini di assoluta preoccupazione l’ennesimo atto di depotenziamento sanitario del Dipartimento Onco-ematologico, quello che da sempre nel presidio Ciaccio è da tutti considerato un eccellenza in termini di risposta sanitaria sul territorio calabrese ed in particolare, per quanto attiene all’area centrale della regione Calabria e della città capoluogo.


Dobbiamo amaramente oggi dire, che nel tempo cambiando gli attori, si cerca sempre di raggiungere un risultato: smantellare il polo oncologico del presidio Ciaccio dell’AOPC e mortificare tutte le professionalità presenti. Catanzaro è una città che dimentica, che facilmente archivia i fatti e le battaglie, che sonnecchiando si lascia espropriare delle sue migliori energie, che ha perso nel tempo la sua identità, che aspira secondo le intenzioni di Abramo, ad essere “città della salute”(?). 

Ma, quando la salute, intesa come risposta ai bisogni dei cittadini, viene barattata per quattro lenticchie e, l’atto aziendale del commissario Zuccatelli canta il de profundis per Catanzaro, allora le aspirazioni restano tali e si ripropone, come avvenne con Loiero, il tentativo di disperdere il valore del presidio Ciaccio, le cui risposte incidono positivamente sulla migrazione sanitaria calabrese – uno dei pochi esempi positivi – ma, uno dei tanti fatti ormai smarrito alla memoria della nostra città…
Si impone un nuovo movimento di difesa della sanità catanzarese. 

A difesa delle potenzialità del presidio Ciaccio e del suo Dipartimento Onco-ematologico, bisogna chiedere  - tutti - al commissario Zuccatelli di rivedere l’atto emanato, al netto dei passaggi procedurali non consumati, perché la sanità che incontra il cittadino non può essere, solo, un mero conto economico, ma deve restituire una speranza di cura, una risposta autentica al diritto alla salute, che non può diventare dopo aver estinto il Ciaccio, un altro viaggio della speranza.


Se nel lontano 2011, noi come associazione I Quartieri difendemmo il Ciaccio e la sua Onco-ematologia dalla scelta dell’ex presidente Loiero di fare fagocitare il tutto alla “famosa” Fondazione Campanella – i fatti avvenuti dopo sono emblematici – oggi chiediamo la solidarietà ad un intera città, ad una regione che conosce le professionalità che animano il presidio Ciaccio dell’AOPC. 

Chiediamo alla politica regionale tutta, senza distinguo di colore, uno scatto di orgoglio come ha fatto il consigliere Francesco Pitaro (gruppo Misto), chiediamo al sindaco Abramo di scendere al nostro fianco per la difesa della “sua città della salute”, ma chiediamo in via d’urgenza un incontro con il commissario dell’AOPC, dott. Zuccatelli, per ricomporre in termini di utilità una revisione degli atti adottati, per la difesa della sanità cittadina e delle professionalità esistenti nel presidio Ciaccio e nel Dipartimento di Onco-ematologia.

Alfredo SERRAO e Giampaolo MUNGO - Associazione I QUARTIERI