Isis, emerge il volto del boia Jihadi John. Gravi le accuse contro i servizi segreti britannici.

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LONDRA, 28 FEBBRAIO 2015- Circolano da ieri indiscrezioni sulla possibile identità di Ji...

LONDRA, 28 FEBBRAIO 2015- Circolano da ieri indiscrezioni sulla possibile identità di Jihadi John, il boia dell'Isis, indiscrezioni che hanno scatenato gravi accuse nei confronti dell'intelligence britannica. 

Si tratterebbe del 26enne Mohammed Emwazi, di origini kuwaitiane, descritto dai conoscenti come un giovane determinato, "adorabile", ma eccessivamente incline alla rabbia tanto da essere indirizzato da un programma scolastico verso un ciclo di psicoterapia durante il liceo, secondo quanto riferito da una sua ex docente dell'Istituto Tecnico Quintin Kynaston di St. John's Wood, nord di Londra. Diverse le indiscrezioni che nelle ultime ore stanno circolando e rimbalzando tra social network e stampa, per l'Italia diffuse in anteprima da Rai News, che annotano le generalità dei genitori, il numero dei fratelli, una normalissima famiglia piccolo-borghese del quartiere Queens Park di Londra.

Ma le informazioni che suscitano scalpore sono quelle attinenti alla conversione estremista di Mohammed in Jihadi John, informazioni in gran parte ampiamente conosciute dai servizi segreti inglesi. Legato a Bilal Berjawi, reclutatore per terroristi somali di Al Shaabab, ucciso in Somalia nel 2012, alcuni documenti citati dal Daily Telegraph e dal Times lo annoverebbero tra i London Boys, accusati di cercare fondi e miliziani per Al Shaabab. Finisce così nel mirino dell'MI5 e organizza un "viaggio post laurea" con due amici in Tanzania, viaggio che per l'Intelligence sarà invece un tentativo di affiliarsi ad Al Qaeda. In due anni, dopo diversi viaggi tra Londra e Kuwait, i servizi segreti ne perdono le tracce. 

Le accuse nei confronti dell'intelligence sono plurime, dall'aver permesso la dipartita di Emwazi ad averla provocata con il tentativo di cooptazione dello stesso, da parte dei servizi segreti, come fonte interna. Tentativo fallito a causa delle continue ingerenze che avrebbero finito per soffocarlo riportandolo verso la strada terroristica, almeno secondo quanto riferito dalla Ong Cage, che ha fornito i maggiori dettagli sulla vita di Emwazi. Posizione però, quella della ong Cage, piuttosto discussa, vista allo stesso tempo come associazione umanitaria e gruppo di "fiancheggiatori islamisti".

Fonte foto: ilgazzettino.it

Ilary Tiralongo

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