L'immunità totale è solo del Sovrano, la Procura di Palermo replica a Napolitano
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L'immunità totale è solo del Sovrano, la Procura di Palermo replica a Napolitano

venerdì 12 ottobre, 2012

ROMA, 13 OTTOBRE 2012 – Prosegue, in attesa di giudizio, il procedimento per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sollevato presso la Corte Costituzionale dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano contro la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo. [MORE]

Nell’ambito del procedimento concernente la questione sulla rilevanza penale e processuale delle casuali intercettazioni effettuate indirettamente nel corso dell’inchiesta sulla trattativa Stato - mafia, tra il Capo dello Stato e il senatore non più in carica Nicola Mancino, la Procura di Palermo in persona del Procuratore dott. Francesco Messineo, ha depositato infatti la propria memoria di costituzione, eccependo l’inammissibilità del ricorso per impossibilità giuridica del petitum.

Nella memoria i magistrati di Palermo rilevano che a fronte delle 9.295 conversazioni intercettare nell’ambito dell’intero procedimento penale, appena 4 sono quelle concernenti le interlocuzioni tra Mancino e Napolitano, che, sottolineano, non hanno mai formato oggetto di deposito che permettesse ad alcun parte processuale la conoscenza del loro contenuto. Nelle motivazioni alla memoria la Procura di Palermo premette inoltre l’automatismo tecnico del mezzo delle intercettazioni, inidoneo a ledere le prerogative presidenziale per assenza di prevedibilità e intenzionalità, anche quando disposte in “remoto”, rilevando quindi in diritto l’esclusivo potere del giudice circa l’ordine di distruzione delle registrazioni oggetto di intercettazione.
 

Nel merito, ferme restando le prerogative del Presidente della Repubblica, e l’irresponsabilità per gli atti funzionali, i magistrati di Palermo evidenziano tuttavia che l’attività di valutazione degli atti extrafunzionali non solo appare legittima ma doverosa ed ineliminabile. Se cosi non fosse, sostiene la Procura, le funzioni del Capo dello Stato verrebbero ad essere inviolabili, e l’organo verrebbe a coincidere con il Sovrano al quale unicamente al tempo delle monarchie spettava l’immunità totale dalla legge penale. Ne verrebbe così ad essere violato finanche il principio dell’obbligatorietà dell’azione penale, con quello di cui all’articolo 3 della Costituzione.
 

SAVERIO CARISTO


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