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La Computer Mediated Communication

Lazio

ROMA, 18 FEBBRAIO 2013 – La rivoluzione web 2.0 è legata a una delle più innovative forme moderne di comunicazione, la Computer Mediated Communication (CMC), che si occupa delle cosiddette tecnologie ibride che rendono possibile la condivisione delle informazioni a banda larga tra più interlocutori. Gli studi relativi alla CMC riguardano soprattutto le nuove forme comunicative web, quali il blogging, il vlogging, il wiki-writing, i social networks, il social broadcasting e il network peering.[MORE]

Il computer è lo strumento che permette queste varie forme di interazione di natura ibrida, poiché nasce dall’unione del linguaggio scritto e di quello orale: si parla di oralità scritta di un linguaggio che nasce sotto forma di discorsi legati al gergo orale comune, sotto forma di testi scritti a computer. L’incorporeità della CMC porta però a pensare che lo spazio di comunicazione web sia un luogo di incontro “freddo”, in cui risulta difficile manifestare le proprie emozioni. Questo “disagio” è stato ovviato dai cibernauti grazie all’introduzione delle “faccine”, delle “emoticons”, ognuna dotata di specifico significato. Le faccine sono da considerarsi come nuovi segni convenzionali, basati su specifici espedienti icono-testuali, che colorano emotivamente i messaggi limitando le ambiguità comunicative.

Altra caratteristica della CMC è la flessibilità che opera sulla dimensione spazio-temporale, utilizzando modelli di comunicazione in rete sincroni, in cui gli utenti comunicano simultaneamente, come ad esempio la chat, e asincroni, in cui la comunicazione può avvenire anche in diversi momenti, come ad esempio un forum di discussione. La flessibilità della CMC opera altresì sui contenuti e sulla gestione stessa delle attività, in quanto si ha la possibilità di trasmettere non solo testi scritti, ma anche suoni ed immagini, utilizzando contemporaneamente diversi media.

Anche dal punto di vista sociale il computer cambia il modo di pensare la realtà da parte dell’uomo: alla rete come luogo di incontro si da il nome di ciberspazio, un complesso insieme di tecnologie cha danno l’impressione all’utente di trovarsi in un vero ambiente sociale, anche se si parla di “ambiente virtuale” e non fisico, in cui si ha la possibilità di condividere esperienze e conoscenze. Alla CMC si avvicinano quindi rami di studio del sapere umano, quali la sociolinguistica, la psicologia sociale e vari campi della sociologia.
Le tecnologie informatiche aprono, infine, interessanti scenari anche sul terreno dell’educazione e dei processi di insegnamento/apprendimento, dando origine alla creazione di innovativi “ambienti formativi tecnologici”.

Rosangela Muscetta [http://www.economia-conoscenza-itc-km.blogspot.it]