La fine del mondo? Non fa più notizia
Cultura e Spettacolo Piemonte

La fine del mondo? Non fa più notizia

giovedì 20 dicembre, 2012

TORINO, 20 DICEMBRE 2012 - La fine del mondo non fa più notizia: è un dato di fatto, oramai sono in pochi a credere alla "profezia Maya" e a dimostrarlo vi sono i dati del web. A parte la curiosità che spinge a cercare la notizia sui quotidiani, sono in pochi a dedicare uno spazio alla previsione catastrofica.

La maggior parte delle testate ha scelto di ignorare la questione, mentre altre hanno privilegiato la spiegazione scientifica, che mira a sfatare il mito che si è venuto a creare per il fraintendimento del calendario Maya. Come è ormai noto alla maggior parte delle persone, non si tratta della fine, ma dell'inizio di una nuova era: per la civiltà messicana il 21 Dicembre 2012 sarà come il Capodanno nostrano.[MORE]

Ad affermarlo sono stati gli studiosi, ma anche gli ultimi Maya rimasti legati alla tradizione. Mentre Putin, dal Cremlino, ha spiegato con le sue tesi che la fine del mondo avverrà tra quattro o cinque miliardi di anni, i giornalisti di "Focus" pubblicano teorie ancora più credibili sul fatto che non accadrà nulla, se non, probabilmente, un grande festeggiamento: «Per gli antichi Maya giungere al termine del ciclo rappresenta una grande festa», ha spiegato al giornale Sandra Noble, la direttrice della Fondazione per il progresso degli studi mesoamericani.

A parte alcuni blog ed alcuni giornali online di dubbia attendibilità, i quali cercano di attirare i lettori con sondaggi dedicati all' "evento", le testate autorevoli hanno scelto la linea più idonea per non creare inutili allarmismi.

"La Repubblica" ha deciso di dare spazio ad una tragedia dimenticata, la strage del Acteal, avvenuta nel Chiapas (Messico) il 22 Dicembre del 1997 e nella quale persero la vita quarantacinque indigeni (Maya).

Mentre la notizia della fine del mondo sembra non avere più presa per i lettori ed, intelligentemente, viene privilegiata la storia e la scienza, l’Alto Consiglio dei Maya in Guatemala ha scelto di limitare le visite dei turisti, accorsi in massa presso i luogi ritenuti sacri.

(Foto da agi.it)

Alessia Malachiti


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