SALT LAKE CITY(UTAH), 21 FEBBRAIO 2013 - Da sempre una bella passeggiata in montagna è vista di sana pianta ottima per ossigenare intelletto e anima, e addirittura in alcuni casi rafforza la mente e l’estro fino al 50%. A sostenere tale teoria uno team di ricercatori dell’Università dell’Utah in collaborazione con quelli del Kansas.
Preso in esame cinquantasei persone divise in otto gruppi con età media intorno ai ventotto anni e privati di qualsiasi aggeggio informatico, con la messa al bando di smartphone, tablet o ipad, sono stati spediti nei lontani e perduti boschi dell’Alaska, Colorado, del Maine e dello Stato di Washington. Una full immersion di quattro giorni a contatto diretto con la natura più selvaggia. [MORE]
Prima di partire per la missione, metà dei partecipanti ha eseguito dei test di cognizione complessa, vale a dire il modo di ragionare per risolvere quesiti. I restanti hanno compilato i questionari dopo l’esperienza en plein air, ed è emerso che nel secondo gruppo le capacità creative erano nettamente superiori del 50% rispetto alla prima squadra.
David Strayer, responsabile e coordinatore dello screening ha affermato: «l'esposizione all'ambiente naturale appare avere un impatto sulla corteccia cerebrale pre-frontale la cui attività è associata alla creatività e al multitasking. Distaccarsi dagli oggetti tecnologici di ogni giorno come i telefoni e i social media permette al cervello di riposare e re-instaurare i processi di pensiero creativo».
(fonte: tecnoblog.girlpower.it )
Rosalba Capasso
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