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La Poesia e il suo segreto

Calabria

 11 FEBBRAIO 2015 – Non capita molto spesso di leggere o parlare di Poesia. La Poesia non è un genere letterario particolarmente apprezzato né molto conosciuto. Spesso la si considera banale, poco erudita, esperienza per tanti e di facile stesura. Tutti possono fare poesia e in migliaia sono coloro che con essa si cimentano. Sui social, per esempio, nell’etere, son numerosi quelli che lanciano strali di pensieri che sembrano bagliori nella notte. Eppure si può dire di esser davanti a Poesia?

Non facile la risposta. Certamente non è il mezzo attraverso il quale ci si esprime, sia libro, social, radio o televisione, a decretare la validità dell’opera. Non sempre anche il successo, la notorietà, l’apprezzamento generale, è certezza assoluta dell’essere di fronte a Poesia. Allora come fare a comprendere più da vicino quest’immenso universo sconosciuto?[MORE]

Di poesia si parla spesso a scuola. In letteratura si studia poesia, tuttavia non sempre questo avviene nel migliore dei modi. Se la poesia non la si ama e non la si conosce non la si può spiegare, argomentare e quindi non la si può bene insegnare.

La Poesia non è l’insieme di elementi che son ben assemblati, ricercati, mescolati e poi serviti. Non la si può spezzare, suddividere, smembrare. È possibile studiarne anche le parti ma questo non fa il tutto.

La Poesia è un mistero che scuote il cuore nel profondo, che arriva da lontano, che è un suono molto antico. Nasce con l’uomo, a lui appartiene e a questi parla in modo articolato. Ungaretti soleva ripetere che la Poesia, quando è tale, porta in sé un segreto. È vero. La Poesia ha radici che son piantate così in alto da sfuggire anche alla mente. È una scrittura di elevata portata, di stile, finitura, e proprio per questo ne è difficile la lettura.
Occorre sfondare un muro, saltare una barriera, entrare in un mistero che a volte è assai distante.

Perciò leggere Poesia è o non è cosa per tutti?

La Poesia a tutti si rivolge, a tutti parla, occorre però decidere di affrontarla, di tenerle testa, di non lasciarsi intimidire perché, dietro quel muro, vi è spesso qualcosa di inatteso, inaspettato, qualcosa che nell’anima abbisogna. Perciò vale la pena di rischiare, di studiare, di volersi cimentare. Il gioco vale la candela. In un certo senso è come imparare un linguaggio tutto nuovo di fronte al quale si è spesso piccoletti ma si può molto crescere.


È questa l’Arte. È questo il suo mistero. Di fronte a un quadro si resta ammutoliti. La Poesia invece gli dà voce e questo si accompagna al crescere dell’uomo.

Tuttavia non tutto ciò ch’è scritto, né si legge, è Poesia. C’è chi si pensa poeta pur essendone distante e quello che lui scrive è nero sulla carta. Non passa, non arriva. Inciampa sempre prima. Si può parlare “d’Arte” ma questa è cosa a parte.

Simona Barberio