La Vignetta InfoOggi: "CHI NON VIENE A TORINO SI PERDE L'ANNO"

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Torino. 150 anni di storia, 9 mesi di eventi. Chi non viene a Torino si perde l’anno. Proposte...

Torino. 150 anni di storia, 9 mesi di eventi. Chi non viene a Torino si perde l’anno. Proposte didattiche per l’anno scolastico 2010/2011. Si tratta di un libretto che circola in tutte le scuole d’Italia in questo periodo. In ogni pagina una chicca. 2011: Un anno pieno di appuntamenti per il 150° dell’Unità d’Italia. Esperienza Italia punta sui giovani, cuore pulsante del futuro del Paese. Eccovi la quasi incredibile premessa: “Torino e il Piemonte si preparano a un grande evento: il 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Si tratta di un momento storico importante per il Paese, un'occasione di celebrazione ma anche di riflessione collettiva, che raccoglie 150 anni di crescita, consapevolezza e cambiamento, intrecciando una fitta rete di tradizioni e di relazioni fra i territori.

Il recupero della memoria, della storia, dei segni, dei personaggi e delle tradizioni nostrane rappresenta il rinnovarsi dell'anima di un Paese. Ed è fondamentale che lo sguardo al passato si nutra del valore della proiezione cosciente verso il presente e verso il futuro, in stretto contatto con le aspettative dei suoi abitanti, soprattutto dei giovani.

"Esperienza Italia" vuole essere il racconto di ciò che siamo stati ed eravamo e di ciò che siamo oggi e saremo domani, nella nostra dimora come in tutto il mondo, ed è l'occasione per i giovani di stringere nuovi patti con il proprio senso di appartenenza, nel vivere il rapporto fra l'identità e le differenze, fra la cittadinanza locale e quella globale. Torino e il Piemonte diventano strumento di valorizzazione dei talenti e delle risorse nelle scuole, portando gli studenti, gli insegnanti e chiunque abbia ai primi posti fra i suoi obiettivi la formazione ad essere insieme protagonisti e ospiti d'onore degli eventi.

Torino, il Piemonte ed "Esperienza Italia" nel 2011 diventano insieme luogo di accoglienza dei giovani alla scoperta e riscoperta delle tante specificità storiche, artistiche e culturali del Paese, attraverso un'offerta sempre più ricca e articolata del territorio e attraverso i capitoli di un evento unico e imperdibile.”

E’ firmata da Roberto Cota, Presidente Comitato Italia 150, Presidente Regione Piemonte, compagno di partito di quelli che alzano il dito medio all’indirizzo di Roma e degli italiani, di quelli che “sono porci questi romani”, di quelli vogliono cacciare i professori meridionali dalle scuole del nord e che non vogliono sentire l’inno nazionale. Sono gli stessi che vogliono staccare la Padania (mai esistita) dall’Italia e che ritengono il Sud una palla al piede. Sono gli stessi che non riescono a completare la SA-RC e che ci stanno chiudendo scuole e ospedali.

A noi pare che i vincitori della guerra di conquista del 1861 si apprestino a festeggiare la vittoria più che l’unità d’Italia. Nello stesso opuscolo vengono glorificate le eccellenze di Torino e solo quelle. Nessuna memoria dei cantieri navali di Napoli, delle officine di Pietrarsa, della reggia di Caserta e di tutte le eccellenze, vere, del regno di Napoli. Questa storia del “Chi non viene a Torino si perde l’anno” ci sembra più una bella operazione commerciale per portare centinaia di migliaia di persone a Torino con tutto l’indotto economico che ne deriva.

Se davvero avessero voluto festeggiare l’Unità d’Italia avrebbero dovuto raccontare la storia così come si è svolta e dire, una volta per tutte la verità: il Piemonte ha invaso proditoriamente il Regno di Napoli depredandone ogni ricchezza ed ogni risorsa e massacrando contadini inermi. Ora pretendono che tutti gioiscano dell’evento. Lo faremo volentieri quando nelle scuole sarà raccontata anche la storia di Napoli.

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