La solidarietà felice di Monteleone, paese della pace e dell'accoglienza.

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Monteleone di Puglia, 19 marzo 2018 - Chi passasse in questi giorni dalla piazza principale di Monte...

Monteleone di Puglia, 19 marzo 2018 - Chi passasse in questi giorni dalla piazza principale di Monteleone, un piccolo centro della Puglia nei pressi dei monti Dauni, dovrebbe dar fondo a tutta la propria dose di fantasia, per raffigurarsi questo placido, sonnacchioso angolo dell’Italia meridionale come un luogo pullulante di microfoni e telecamere di emittenti locali ed internazionali, di fasce tricolori a cingere la vita di rappresentanti istituzionali, di Forze dell’Ordine strategicamente e copiosamente disposte per supervisionare ciò che accade.

Eppure, questa è stata la visione che avrebbe avuto chi si fosse avventurato da queste parti lo scorso 10 marzo. Bernice Albertine King la figlia del grande Martin Luther King era infatti proprio qui, in veste ufficiale di ambasciatrice di pace. E non per caso, perché Monteleone si propone da anni come paese della pace e dell’accoglienza.

Non solo a parole, ma con fatti concreti che parlano di articolata integrazione e non di assimilazione, per i migranti che vengono qui accolti e formati professionalmente fianco a fianco con artigiani e formatori locali. Il bel murale che si scorge ai margini della piazza si chiama “lu r’bell”, ovvero la ribellione, ed è opera dell’artista argentina Hyuro. Un affresco di arte urbana ispirato alla “rivolta del pane”, un episodio dell’Italia fascista del ’42 che vide come protagoniste proprio le donne di Monteleone. L’artista pare abbia inteso dare una connotazione acefala alla sua opera, per consentire una maggiore identificazione con essa da parte di chi la scorge.

Monteleone di Puglia è un borgo di montagna in provincia di Foggia, a 850 metri sul livello del mare, che nel tardo Medioevo diede rifugio alle popolazioni valdesi che cercavano riparo dalle persecuzioni. La sua tradizione di accoglienza è quindi ben radicata nei luoghi e nelle persone. Ben può essere annoverato tra quei “piccoli comuni che fanno grandi cose”, proprio come recita il titolo della pubblicazione che ha visto la luce in occasione della venuta della King.

Un modello virtuoso di sviluppo di “buone pratiche” che alla fine riescono a coniugare tra loro solidarietà ed economia, turismo responsabile di nicchia e sviluppo sociale ed urbanistico. Tutti elementi che possono condurre a quella “economia della felicità” basata sui rapporti umani, la solidarietà, la “sostenibilità” delle scelte. 

testo e foto di Raffaele Basile

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