Ludopatia:  la nuova malattia del gioco d'azzardo
Salute Lazio

Ludopatia: la nuova malattia del gioco d'azzardo

lunedì 19 marzo, 2012

 ROMA, 19 MARZO 2012 – Durante la trasmissione Coffee Break di La 7, il ministro della Salute Renato Balduzzi è intervenuto sul tema “Stato biscazziere” ritenendo che al momento gli spot che promuovono il gioco d’azzardo “non mettono nessuna cautela sui pericoli” di questo. Secondo il ministro sono necessari dei cambiamenti a riguardo, uno tra questi potrebbe essere la tassazione più gravosa “per mandare un messaggio culturale di disvalore, non solo per finalizzare maggiori entrate", "la dimensione ludica in società liberale non può essere bandita, e lo Stato non può certo diventare uno Stato etico. Però può dare delle indicazioni, incentivare o disincentivare il gioco con degli strumenti ad hoc". Lo stop alle pubblicità "unilaterali", con "regole precise da parte dello Stato, ad esempio delle clausole sulle concessioni" sarebbero possibili soluzioni per ridurre il problema. Su queste modifiche starebbero lavorando il ministero della Salute e dell'Interno. Secondo il disegno di legge presentato dal Pd alla Camera, sarebbe utile: inserire la ludopatia tra le malattie per le quali è previsto l'intervento della sanità pubblica, consentire ai sindaci di vietare l'apertura di sale da gioco in luoghi sensibili e controllare meglio la liquidità mobilitata. [MORE]

Infine La proposta di legge presentata dal Pd si propone di arginare un fenomeno divenuto oramai una "piaga sociale"- ha spiegato Laura Garavini, capogruppo del Pd in commissione Antimafia - attraverso alcune misure come il divieto assoluto di pubblicità, l'obbligo di tessera sanitaria o codice fiscale per accesso alle slot a tutela dei minori, l'istituzione di un osservatorio nazionale per monitorare il fenomeno e meccanismi finalizzati alla tracciabilità del denaro derivante dalla vincite". Il fatturato derivante dal gioco d'azzardo si è quintuplicato in cinque anni raggiungendo la quota di 80 miliardi di Euro giocati nel 2011 da 800 mila italiani considerati "dipendenti" da questa pratica. A Udine, la settimana scorsa, la giunta ha votato una direttiva urbanistica: niente più slot machine e mini-casinò, vietando per un anno e in tutto il comune l’apertura di nuovi locali dedicati ai giochi d’azzardo. Per i servizi sociali sarebbe infatti sempre più complicato far fronte alle richieste di aiuto di chi finisce vittima della dipendenza da gioco.

Giulia Cancedda

(fonte foto: giacinto.org)


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