Modigliani scultore tra antichità e modernità

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Al Mart di Rovereto dal 18 gennaio al 27 marzo, a cura di Gabriella Belli, con il support...

 Al Mart di Rovereto dal 18 gennaio al 27 marzo, a cura di Gabriella Belli, con il supporto di un comitato scientifico coordinato da Flavio Fergonzi e Alessandro Del Puppo, di cui fanno parte Anna Ceroni, Eike Schmidt e Kenneth Wayne, Amedeo Modigliani scultore racconta la sua arte. Dopo un minuzioso lavoro del comitato scientifico e dei curatori, sono stati esposti i volti scolpiti dall'artista nella prima parte della sua esperienza scultorea, nel periodo nel quale, rispetto al genere della scultura, era ancora alla ricerca di un rapporto con i posteri, ma già aveva ben chiara la propria peculiare sensibilità per le linee e le forme piene.                                                                               

 La scelta espositiva mostra chiaramente il passaggio che avviene nell'artista dopo il confronto con la scultura classica dei suoi contemporanei, da cui si avvince che il suo è un ragionamento puramente architettonico, del tutto sganciato dal carattere espressivo della testa stessa. Con questa premessa, l 'impatto che si ha nel porsi di fronte alle opere, facenti parte di una serie di 24 simili realizzate dall'artista in pochi anni, è impressionante: volti femminili affusolati, i cui lunghi nasi sembrano schiacciare occhi e bocca verso le estremità e lasciare spazio a gote scavate dal tempo. Ma la profondità con cui lo sguardo di questi capi fissano davanti a sè lascia l'impressione che un non so che di vitale e sacro da essi sia emanato.

Proprio la sacralità dell'espressione è il risultato della connessione di una forma geometricamente perfetta ed i suoi modelli antichi. Se dai mezzi busti di derivazione classica ne deriva una armonia compositiva di estrema eleganza, dalle statuine in legno africane ne deriva l'espressività di un oggetto sacro. Se la formazione di Modigliani tanto deve a questi rapporti con il passato, è anche vero che il suo confronto con i contemporanei, Picasso in primis, è fondamentale per capire il passaggio della concezione della forma come insieme delle forme in movimento.           
                                                                   
L'esposizione a questo punto vuole portare lo spettatore ad essere cosciente che, a formazione compiuta, l'artista a ragion veduta fu in grado di produrre dei capolavori di scultura contemporanea come la serie di cariatidi che tradusse poi in un'unica scultura. L'esperienza della scultura è un passaggio chiave per l'individuazione della funzione costruttiva della linea, determinante nella pittura di Modigliani dopo il 1914

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