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"Molto forte, incredibilmente vicino" di J.S. Foer

Un libro infetto da maturità infantile, carico di taglienti analisi sulla vita. Oskar ha nove anni. E’ la mutazione interna, a volte crudele, di un bambino della sua età. La grave perdita del padre, è la causa di un dolore profondo, soffocato, che raramente si palesa. Un legame così forte, da bloccarvi il respiro quando preferisce la morte della madre alla sua. Ma il piccolo protagonista è curioso, a tratti geniale. Basta guardare il suo biglietto da visita: da inventore a designer di gioielli, da percussionista a francofilo, da archeologo dilettante a collezionista, una seria infinita di “professioni” che, pur se in parte solo aspirazioni, coltiva con smisurato interesse e dedizione. [MORE]Tuttavia porta un segreto e delle “scarpe pesanti”, a volte molto pesanti da sopportare. Una chiave in una busta e un nome sopra, “Black”. Chi è Black? Cos’apre la chiave? Due semplici domande e la voglia di vita per quanto celata, riemerge come argento vivo nei suoi occhi. La naturale e geniale scrittura, non farà di queste pagine un cimelio da bacheca impolverato. Jonathan Safran Foer riesce a spaziare, ad alternare con semplicità e ironia i ragionamenti genuini e al contempo maturi di Oskar, lasciando allibiti, coinvolgendovi con inaspettati contributi visivi, i più disparati che gradualmente fanno breccia nel libro. Il piccolo primo attore, è dotato di una vivida intelligenza, usata in maniera pungente e sarcastica, da risultare più volte irritante; in alcuni casi però, timidi e brevi attimi di estrema spontaneità, fanno capolino, esplodendo in una comicità irrefrenabile, racchiudendo tutta la forza e la realtà dei sui nove anni. Proprio questa forza, permetterà di stimolare la sua immaginazione, riuscendo a distrarlo dalla presenza/assenza del padre, catapultandolo in straordinarie avventure. E’ la ricerca l’elemento fondamentale del libro, un po’ come nel precedente di Foer “Ogni cosa è illuminata”. I distretti di una New York silenziosa da scenario, non riporteranno dietro ciò che è stato perso, ma sveleranno la possibilità di ricevere nuovi doni e la riveleranno un ignoto a dir poco sorprendente. Diversi personaggi interferiranno in queste vicissitudini, come punti di riferimento, come riposo dalle estenuanti fatiche, come fonti di risposte. Ma il fine del viaggio è la chiave? O è solo il tentativo d’ingannare una perdita, di far allontanare il becero dolore e tener stretto solo il più bello dei ricordi? Per chi avesse perso la gioia di leggere un libro tutto d’un fiato, si appresti a sfogliare le pagine di questo piccolo capolavoro.

In tre righe? Tre storie intrecciate e lineari, di grosse perdite e piccole ricerche. “Molto forte, incredibilmente vicino”, è un libro capace di farvi sorridere, contagiare di rabbia, commuovere.