Roma, 21 agosto 2011- L’atteso intervento del Presidente della repubblica al Meeting di Rimini riapre i battenti della politica alla vigilia dell’inizio dei lavori parlamentari sulla manovra finanziaria del governo. Aperta dagli interventi di Maurizio Lupi del Pdl e di Enrico Letta del Pd, l’occasione dell’intervento di Napolitano rappresenta un tassello per comporre il mosaico delle riforme per la crescita e l’equità del Paese quanto più condivisibili. [MORE] Nella chiarezza delle parti e con una logica della ribadita alternanza tra maggioranza e opposizione, il Presidente della repubblica invita tutte le parti politiche ad intraprendere nel Paese e nei luoghi istituzionali un dialogo serrato ma costruttivo per la risoluzione delle criticità strutturali dell’Italia. Dopo aver denunciato il ritardo con cui il governo ha riconosciuto la specificità dei problemi strutturali italiani, esacerbati ma non provocati dalla crisi economica internazionale, Napolitano ha precisato che tali problemi non sono attribuibili in toto alla responsabilità della politica e, in particolare, alla gestione politica dell’attuale maggioranza, ma richiedono l’assunzione collettiva di responsabilità da parte di tutte le forze politiche e sociali. Il capo dello Stato ha risposto agli studenti universitari che hanno allestito al Meeting una mostra sui 150 anni di unità dell’Italia. che lo sforzo unitario e collettivo delle generazioni che hanno prima costruito e poi consolidato il nostro Paese è un patrimonio che non deve essere disperso e un monito continuo alle attuali forse politiche affinché queste operino nella convinzione che l’alternanza è una condizione di buon funzionamento istituzionale e non un’arma di delegittimazione reciproca. Il lavoro di sedi istituzionali come l’intergruppo parlamentare per la sussidiarietà, di cui fanno parte esponenti di schieramenti opposti come Letta e Lupi, in cui si sperimenta la condivisione di soluzioni tra forze politiche di maggioranza e d’opposizione, rappresenta un tentativo di superamento del bipolarismo dell’odio che tanto male procura al buon funzionamento delle istituzioni. Quel che occorre, secondo Napolitano, è un nuovo patto di lealtà tra italiani, motivati a sentirsi parte di un’unica comunità, e una nuova fiducia nelle generazioni future le cui aspirazioni morali e spirituali devono essere poste alla base dell’indirizzo politico della nazione. Il fardello del debito pubblico graverà sulla coscienza della nazione se non si provvederà ad individuare la soluzione per la sua gestione sostenibile in maniera tale da non trasmetterlo “tal quale” alle generazioni future. Dal Presidente della repubblica giunge, poi, un chiaro monito a risolvere in via strutturale il problema dell’evasione fiscale facendo ricorso ad ogni mezzo di accertamento delle fonti di ricchezza non dichiarate al fisco. Forte l’attenzione al tema della crescita attraverso la sottolineatura del ritmo troppo lento di sviluppo del Paese negli ultimi venti anni, come anche al tema delle riforme per l’aumento della produttività attraverso un cambiamento nella cultura del lavoro che coinvolga le parti sociali. Da europeista convinto, il presidente è stato un personaggio di spicco del Parlamento europeo, Napolitano lancia un rimprovero al direttorio franco-tedesco che spesso elude i luoghi delle decisioni europee collettive utilizzando in luogo del metodo comunitario quello intergovernativo che non consente lo sviluppo delle istituzioni europee. Solo la costruzione di un’Europa politica potrà aiutare le nazioni europee ad uscire dalla crisi recessiva di questi anni.
La stagione della politica si era chiusa nella prima settimana d’agosto con la firma di Napolitano in calce al decreto straordinario del governo con cui si è inasprita la manovra finanziaria, si riapre con un intervento di “moral suasion” del Presidente della repubblica che prepara il campo per la conversione parlamentare del decreto. Il campo dovrà essere aperto per consentire la più ampia legittimazione democratica alla discussione parlamentare e sociale ma anche presidiato da condizioni di certezza circa la serietà con cui tutte le parti politiche e sociali devono affrontare un momento storico tanto delicato come quello attuale.
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