Navigator in Campania: interrotto sciopero della fame per assenza contratto

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NAPOLI, 30 AGOSTO – Una protesta strenua e serrata poteva costar caro ad almeno due dei manifestan...

NAPOLI, 30 AGOSTO – Una protesta strenua e serrata poteva costar caro ad almeno due dei manifestanti da cinque giorni e cinque notti accampati nel piazzale antistante Palazzo Santa Lucia, sede della Giunta Regionale campana, situata nell’omonimo borgo storico di Santa Lucia a Napoli. I rimostranti sono “navigator”, le nuove figure professionali previste dalla legge sul reddito di cittadinanza, che dovrebbero svolgere il compito di seguire il disoccupato ed accompagnarlo idealmente nei suoi colloqui presso i Centri per l’Impiego, nell’obiettivo di facilitargli l’assunzione.

A pieno regime, il governo aveva stimato che sarebbero serviti circa 10.000 professionisti per supportare l’introduzione del meccanismo del reddito di cittadinanza e per questo motivo sono stati banditi e svolti concorsi su scala nazionale per individuare le figure più idonee a svolgere il delicato compito. Tuttavia, il pasticcio ha riguardato la definizione dei meccanismi di assunzione, di cui ora sono vittime i navigator campani: la stipulazione dei loro contratti è stata prevista gradualmente e comunque vincolata ad appositi accordi con le Regioni; di queste ultime essi dovrebbero in effetti divenire dipendenti, ma naturalmente dal canto loro gli enti locali chiedono maggiore disponibilità di fondi ed infrastrutture per poter integrare un numero così elevato di nuove risorse in organico. In sostanza, senza accordo tra governo ed enti locali i navigator non possono essere assunti a meno che le Regioni non trovino autonomamente le risorse per farlo.

Il paradosso si è in particolare verificato in Campania, costringendo i vincitori del concorso in un limbo molto vicino alla disoccupazione. Questi ultimi hanno a più riprese lamentato che, nonostante fosse in piedi un tavolo tecnico tra Regione Campania, Anpal Servzi e Governo da oltre quaranta giorni, non è stata ancora trovata una soluzione sulla trattativa e per questo motivo hanno organizzato una serie di manifestazioni. Per sensibilizzare il più possibile le istituzioni coinvolte, inoltre, cinque di essi avevano deciso di iniziare uno sciopero assoluto della fame, accampandosi in presidio fisso davanti alla sede storica della Regione Campania.

Oggi, tuttavia, il presidio è stato sciolto e lo sciopero della fame interrotto dopo cinque giorni, su consiglio dei paramedici del 118: infatti, due dei cinque ragazzi che protestavano in via Santa Lucia (Ilenia De Coro e Carlo Del Gaudio) hanno improvvisamente accusato forti malori, hanno perso i sensi e sono stati trasportati d’urgenza in ospedale (la prima al Fatebenefratelli ed il secondo al Loreto Mare). Anche gli altri rimostranti sono stati sottoposti a controlli medici di sicurezza ed è emerso che anche loro avevano indici glicemici ai limiti ed uno di essi era in stato febbrile. Pertanto, gli scioperanti hanno annunciato di aver interrotto la loro manifestazione di dissenso: “Rilevato il nostro grave stato di salute e sollecitati dalle preoccupazioni delle famiglie, nonché sotto imposizione del personale medico, abbiamo deciso di porre fine allo sciopero della fame” – ma i navigator in pectore hanno spiegato di non aver alcuna intenzione di abbandonare la loro protesta, che ritengono legittima e che anzi porteranno avanti diversamente ma non meno strenuamente.


Francesco Gagliardi


Fonte immagine: anteprima24.it

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