Operazione nell'agro nocerino: otto arresti
PAGANI (SALERNO), 19 DICEMBRE 2014 - Ancora una volta riflettori puntati sulla cittadina di Pagani (SA). Nell'ambito dell'operazione condotta dalla direzione investigativa antimafia (DIA) di Salerno, sono finite in manette otto persone ritenute affiliate al clan Petrosino-D'Auria. Sarebbero coinvolti anche alcuni noti politici locali per legami con la criminalità organizzata. Tra gli arrestati i fratelli Antonio e Michele D'Auria. Obbligo di firma invece per il consigliere comunale Massimo D'Onofrio. E’ il secondo capitolo di "Linea d’Ombra", l’inchiesta che portò in carcere l’ex sindaco di Pagani e consigliere regionale, Alberico Gambino, poi assolto da gran parte dei reati. L’indagine puntava a svelare gli intrecci tra politica e camorra nell’agronocerino sarnese, ed oggi sono arrivati altri otto arresti e 53 persone indagate per legami tra politica e camorra. Diverse le perquisizioni eseguite dai carabinieri, una anche nell’abitazione del consigliere regionale Gambino.
I reati contestati sono di associazione di tipo mafioso, concorso esterno finalizzato allo scambio elettorale politico-mafioso, concorrenza illecita con minacce e violenza, estorsione e riciclaggio. L’intero blitz ruota intorno al clan Fezza-D’Auria Petrosino e agli interessi in diverse società di trasporti e di trasformazione di prodotti ortofrutticoli tra Pagani e San Marzano sul Sarno. Alcune aziende di trasporto, peraltro, erano anche legate al clan dei Casalesi. Sequestrate società e conti correnti del valore di tre milioni di euro.
Nel comunicato stampa della Procura della Repubblica di Salerno si legge che il clan, con la complicità di imprenditori già operanti nel settore e destinatari del provvedimento cautelare, è riuscito a imporre la propria egemonia nel settore dei trasporti su strada e nella trasformazione e vendita di prodotti ortofrutticoli eliminando qualsiasi forma di concorrenza mediante intimidazioni e gravi minacce e ottenendo, così, un vero e proprio monopolio. Sono stati rilevati, inoltre, rapporti tra i presunti affiliati al clan e imprese di trasporto legate al clan dei Casalesi operanti nel mercati ortofrutticolo di Fondi. Le vittime, impaurite, non denunciavano per paura di ulteriori ritorsioni. Dalle indagini sono emersi anche legami con esponenti della politica locale; l’assunzione di familiari affiliati detenuti all’interno delle società controllate nonchè presso il Consorzio di Bacino Salerno 1 grazie alla presenza, in qualità di dirigente, di Michele Petrosino D’Auria. Gli uomini dell’Anfimafia e i carabinieri hanno anche scoperto che quest’ultimo è riuscito addirittura ad ottenere la sostituzione di alcuni dipendenti a lui non graditi.
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Ecco il comunicato della Procura sull’operazione di stamattina:
“Nella mattinata odierna, personale della Direzione investigativa Antimafia di Salerno e militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Salerno, supportati da un equipaggio del 7° Elinucleo di Pontecagnano (SA) e avvalendosi dell’ausilio di diversi reparti dell’Arma competenti per territorio, hanno eseguito un provvedimento cautelare personale e patrimoniale, emesso dal GIP presso il Tribunale di Salerno su richiesta della locale DDA nei confronti di 8 persone (2 in carcere, 3 agli arresti domiciliari e 3 obblighi di presentazione alla P.g.), residenti a Pagani (SA), San Valentino Tono (SA) e San Marzano sul Sarno (SA), ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione di tipo mafioso, concorso esterno nella stessa anche finalizzato allo scambio elettorale politico-mafioso, concorrenza illecita mediante minacce e violenza, estorsione pluriaggravata e riciclaggio aggravato mediante reimpiego in attività economiche dei proventi delittuosi. Le Indagini, condotte congiuntamente dai reparti operanti e compendiate nell’operazione convenzionalmente denominata “CRINIERA”, sono state avviate nel 2009 e costituiscono un ulteriore sviluppo di mirate investigazioni svolte nei confronti dello storico clan camorristico “FEZZA-D’AURIA PETROSINO”, operante a Pagani (SA) e nei comuni limitrofi dell’agro nocerino-sarnese, già duramente colpito a seguito delle 39 misure cautelati emesse, il 16 maggio scorso, nell’ambito dell’operazione “TAURANIA REVENGE. Le attività investigative si sono concentrate sulla ricostruzione delle attività economiche del citato clan, con particolare riguardo agli interessi e alle ingerenze che i sodali avevano all’interno di diverse società di trasporti e di trasformazione di prodotti ortofrutticoli, attive tra Pagani (SA) e San Marzano sul Sarno (SA). In particolare, è stato acclarato che il clan -FEZZA-D’AURIA PETROSINO”, attraverso il vertice costituito dai fratelli D’AURIA PETROSINO Antonio e Michele – con la complicità di Imprenditori già operanti nel settore e destinatari del provvedimento cautelare – aveva imposto la propria egemonia sul controllo del settore, eliminando ogni forma di concorrenza, anche con gravi minacce ed intimidazioni connotate dal metodo mafioso, monopolizzando le attività in argomento, in particolar modo quelle attestate all’interno del mercato ortofrutticolo di Pagani (SA).
In tale contesto sono stati rilevati rapporti tra i sodali e imprese di trasporto legate al clan dei “CASALESI”, operanti presso il mercato ortofrutticolo di Fondi (LT).
Lo screening degli interessi economici riferiti alla consorteria criminale ha consentito di certificare:
-l’ingerenza del clan nella gestione diretta di attività commerciali attive nei trasporti su strada e nella trasformazione e vendita de prodotti ortofrutticoli, settori In cui il sodalizio ha creato una condizione di illecito monopolio, mediante l’imposizione estorsiva di direttive, assunzioni di personale e interruzione di rapporti di lavoro con lo scopo di privilegiare ditte “vicine” al gruppo criminale a discapito di altri concorrenti, con l’utilizzo di metodi intimidatori e violenti, garantendosi cosi ingenti profitti;
-La forza intimidatrice del clan, esercitata anche con l’uso delle armi, così impregnante che le vittime , per il timore di probabili ulteriori ripercussioni, non hanno inizialmente inteso denunciare le vessazioni subite, emerse sola a seguito di mirate attività di P g.;
-i legami con esponenti della politica locale;
-l’assunzione di familiari di affiliati detenuti all’interno delle società “controllate’, nonché presso il Consorzio di Bacino Sa/1, grazie alla presenza, quale dirigente. D’AURIA PETROSINO Michele. Grane alla compiacenza con i locali dirigenti della TEMPOR, società temporanea di servizi con sede in Milano , alcuni amministratori pubblici del Comune di Pagani e lo stesso D’AURIA PETROSINO Michele hanno ottenuto l’assunzione, presso il citato Consorzio di Bacino, di alcune persone, per lo più pregiudicate, appartenenti al clan camorristico di riferimento, indipendentemente dalle esigente degli interessati e dei relativi nuclei familiari ed a discapito di altre persone più meritevoli. L’evidente illeicità di tali segnalazioni veniva confermata dalle particolari cautele adottate dai protagonisti nel trattare il tema, poiché, in più occasioni, il D’AURIA ha evitato di affrontare tali argomenti per telefono accompagnando i diversi candidati personalmente presso la sede della citata società. L’apice è stato raggiunta allorquando il D’AURIA , in alcuni casi, ha addirittura ottenuto la sostituzione di dipendenti a lui non graditi. E’ stato, infine, registrato un significativo episodio nel corso del quale due dipendenti del Consorzio. per il solo motivo di non avere aderito alle direttive del D’AURIA, furono picchiati selvaggiamente;
-l’affidamento del cottimo fiduciario per la gestione dei parcheggi a pagamento della città di Pagani (SA) a società controllate dal clan : nello specifico è stato acclarato che il servizio era stato appaltato dalla società i “Agency Service”. poi acquisita dalla “New Service Società Cooperativa Sociale”, della quale amministratore unico risulta essere CALIFANO Maria. moglie di D’ AURIA PETROSINO Michele. Quest’ultima società, inoltre, garantiva anche la gestione del servizio di vigilanza (mediante ausiliari del traffico) sulle aree di sosta a pagamento del Comune dl Pagani (SA);
– l’Intervento di affiliati al clan per esercitare pressione su alcuni membri dell’associazione “QUIPAGANILIBERA”, che con la loro opera mettevano in risalto i legami tra il sodalizio camorristico e l’Amministrazione comunale di Pagani (SA), all’epoca rappresentata dal Sindaco Alberico GAMBINO (emerso dalla disamina di alcuni filmati recuperati sul sito internet www.youtube.com). In una occasione, infatti, un operatore della citata associazione, il Presidente del Consiglio Comunale di Pagani impedì di riprendere le fasi di una seduta consiliare, facendolo arbitrariamente allontanate dall’aula.
Nell’ambito dell’operazione, in cui risultano indagate a vario titolo 53 persone, sono state sottoposte a sequestro preventivo:
– 4 società operanti nel settore dei trasporti, della trasformazione di prodotti ortofrutticoli e dei servizi;
– Conti correnti e di deposito in capo alle società sequestrate e agli indagati per un valore di circa tre milioni di euro.”
Fonte:Ufficio stampa Procura di Salerno
(foto:wordpress.com)
Filomena I. Gaudioso
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