Papa Francesco in visita a Istanbul. "La solidarietà di tutti i credenti"

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ROMA, 29 NOVEMBRE 2014 – Prosegue il viaggio in Turchia del Romano Pontefice, che questa ...

ROMA, 29 NOVEMBRE 2014 – Prosegue il viaggio in Turchia del Romano Pontefice, che questa mattina è stato accolto all’aeroporto di Istanbul dal Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I. A riceverlo era presente anche il governatore della città.

Dopo la visita al Museo di Santa Sofia e alla cosiddetta moschea blu, la vicina e celebre moschea Sultan Ahmetm, dove otto anni addietro Papa Benedetto XVI si era raccolto in preghiera con un gesto storico, per la tappa successiva Papa Francesco è atteso alla Rappresentanza Pontificia da un gruppo di rappresentanti delle comunità cattoliche cittadine.

Nel pomeriggio, in programma - alle 15.00 italiane - la celebrazione della messa nella Cattedrale dello Spirito Santo e l’incontro con il Patriarca ecumenico Bartolomeo.

Ieri invece, il Santo Padre aveva incontrato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, con il quale ha avuto modo di affrontare tematiche decisamente attuali, come il dialogo interreligioso, i conflitti in Medio Oriente e lo spettro del Califfato islamico (Isis). «Occorre portare avanti con pazienza - ha osservato Papa Bergoglio nel suo discorso - l’impegno di costruire una pace solida, fondata sul rispetto dei fondamentali diritti e doveri legati alla dignità dell’uomo. Per questa strada si possono superare i pregiudizi e i falsi timori e si lascia invece spazio alla stima, all’incontro, allo sviluppo delle migliori energie a vantaggio di tutti. A tal fine, è fondamentale che i cittadini musulmani, ebrei e cristiani - tanto nelle disposizioni di legge, quanto nella loro effettiva attuazione -, godano dei medesimi diritti e rispettino i medesimi doveri. Essi in tal modo più facilmente si riconosceranno come fratelli e compagni di strada, allontanando sempre più le incomprensioni e favorendo la collaborazione e l’intesa. La libertà religiosa e la libertà di espressione, efficacemente garantite a tutti, stimoleranno il fiorire dell’amicizia, diventando un eloquente segno di pace. Il Medio Oriente, l’Europa, il mondo attendono questa fioritura».

Inoltre, ha sottolineato che «Occorre contrapporre al fanatismo e al fondamentalismo, alle fobie irrazionali che incoraggiano incomprensioni e discriminazioni, la solidarietà di tutti i credenti, che abbia come pilastri il rispetto della vita umana, della libertà religiosa, che è libertà del culto e libertà di vivere secondo l’etica religiosa, lo sforzo di garantire a tutti il necessario per una vita dignitosa, e la cura dell’ambiente naturale».

Domenico Carelli

(Foto: it.radiovaticana.va)

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