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Paralimpiadi: oro handbike in segno Zanardi,Italia record. Azzurri a 58 medaglie

Lazio > Roma

Paralimpiadi: oro handbike in segno Zanardi,Italia record. Azzurri a 58 medaglie, uguagliato primato Giochi Seul 1988
ROMA, 02 SET 
- Nel segno di Alex. L'Italia dell'handbike torna sul tetto del mondo nella staffetta mista, bissando il trionfo di Rio. Al traguardo del Fuji International Speedway l'entusiasmo e le braccia al cielo non sono di Zanardi, ma di Diego Colombari, che ha portato a termine il lavoro di Luca Mazzone (che già aveva vinto nel 2016) e Paolo Cecchetto ("Abbiamo raggiunto l'obiettivo che abbiamo sognato per cinque anni, finalmente il nostro sogno si è realizzato").

Questa medaglia, la numero 50, "è la cosa più bella che possa venire dallo sport e dalla famiglia paralimpica che ha sempre ricordato la grande sfida che sta combattendo Alex", commenta Luca Pancalli, presidente del Cip. Sono state dieci oggi le medaglie azzurre a Tokyo: a tre giorni dalla fine dei Giochi il totale sale a 58, lo stesso numero di Seul 1988. Il primato da battere secondo gli addetti ai lavori, dato che Roma 1960, con i suoi 80 podi, viene considerata l''edizione zero' delle Paralimpiadi, troppo diversa dai Giochi attuali. "Un altro storico risultato in questa straordinaria estate italiana", sottolinea Valentina Vezzali, sottosegretaria alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega allo Sport.

Al suo esordio ai Giochi la reggina Enza Petrilli, 31 anni, conquista l'argento nel tiro con l'arco ricurvo individuale, dando del filo da torcere (6-5, dopo uno spareggio) alla fortissima iraniana Zahra Nemati, oro paralimpico per la terza volta di fila. "Una gioia indescrivibile, devo ancora metabolizzare perché è un'emozione troppo forte", ha detto Petrilli ai microfoni di Rai Sport. "Anche - aggiunge l'arciera - quando ero sotto 5-1, quando la mia avversaria ha commesso degli errori ci ho provato e ci ho creduto fino alla fine. Quando ero alla freccia di spareggio mi sono detta 'vada come vada, io ho già vinto'". Argento anche per Martina Caironi, nel salto in lungo. La bergamasca delle Fiamme gialle ha ottenuto la misura di 5.14 metri.

"E' stata una gara con una pedana molto veloce, in cui ho provato a mettere grandi energie nei primi tre salti - racconta l'azzurra - nonostante l'esperienza, quando ti trovi una pedana nuova, in una posizione diversa, in una gara tanto importante e magari sei anche sotto si rischia di andare in confusione". Adesso la concentrazione va ai 100 metri: "Una gara forse ancora più importante, che affronterò tra due giorni. Mi sento bene ma in questa Paralimpiade ci sono molti nuovi atleti e mi rendo conto che la sfida è molto più serrata". Ancora nell'atletica, Oney Tapia conquista il suo secondo bronzo: dopo quello nel peso, questa volta è toccato al disco categoria F11 (atleti ipovedenti).

A fine gara non ha nascosto l'amarezza: "Non sono soddisfatto - confessa l'azzurro - questa è la mia specialità e non sono riuscito a esprimermi come avrei voluto." Ma è dalle corsie dell'Acquatics center che continua ad arrivare il bottino più cospicuo di medaglie per la spedizione azzurra (35 delle 58 conquistate sono dell'Italnuoto).

Nei 400 stile libero S6 Antonio Fantin conquista il primo argento di giornata. "Speravo di chiudere tutto il ciclo che avevo iniziato vincendo questa gara come ai Mondiali del 2017 a Città del Messico, poi ai Mondiali di Londra e agli ultimi Europei", ammette il 20enne delle Fiamme oro. Secondo gradino del podio anche per Simone Barlaam nei 100 farfalla S9, per Stefano Raimondi (è la quinta medaglia per il veronese delle Fiamme oro) nei 100 dorso S10 e per Arjola Trimi nei 50 stile libero S4.

Bronzo per Luigi Beggiato (l'atleta della Guardia di finanza è al terzo podio) nei 50 stile libero S4 e per Francesco Bettella nei 50 dorso S1 (è il secondo per il paralimpico delle Fiamme oro). Una pioggia di medaglie, che consolida il nono posto degli azzurri nel medagliere assoluto. In attesa di arricchirlo, nelle ultime giornate di questi Giochi.