Presunte "combine" tra Catanzaro e Avellino, la Procura Federale deferisce i club

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CATANZARO, 28 NOVEMBRE 2017 - Dopo tanti rumors, è arrivata oggi la notizia del deferimento a...

CATANZARO, 28 NOVEMBRE 2017 - Dopo tanti rumors, è arrivata oggi la notizia del deferimento al Tribunale sportivo di Catanzaro e Avellino nell'ambito dell'inchiesta Money Gate. L'accusa a carico dei due club, mossa dal Procuratore Federale Giuseppe Pecoraro, è di illecito sportivo per responsabilità diretta ed oggettiva.

Deferiti anche gli ex dirigenti Walter Taccone, all'epoca dei fatti presidente del club irpino, Vincenzo De Vito, ex direttore sportivo dell'Avellino, Giuseppe Cosentino, ex patron del Catanzaro, Armando Ortoli, all'epoca ds del Catanzaro e Andrea Russotto. Per loro, l'accusa e di aver "in concorso tra loro e con altri soggetti allo stato non identificati, posto in essere atti diretti ad alterare il regolare svolgimento e il conseguente risultato finale della gara Catanzaro-Avellino, disputata il 5 maggio 2013 e valevole per la penultima giornata del Campionato di Lega Pro Girone B".

Secondo quanto ricostruito dall'accusa, gli accordi le parti si sarebbero accordate in modo che la partita terminasse con un risultato di parità, allo scopo di assicurare ad entrambe le squadre un vantaggio in classifica.

Con il pari il Catanzaro avrebbe aritmeticamente conservato la categoria senza necessità di dover disputare la coda dei playout, mentre l'Avellino sarebbe rimasto in corsa per la promozione in Serie B.

Il risultato finale del match fu di 0–1. Secondo il Procuratore, gli accordi saltarono in ragione dei risultati maturati dalle altre squadre concorrenti per la promozione, per cui l'Avellino decise di vincere la gara.

Daniele Basili

immagine da zoom24.it

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