Referendum: favorire la partecipazione. Iniziative e tam tam della Rete
ROMA, 2 GIUGNO 2011 – Dopo che la Cassazione ha stabilito che si voterà il referendum sul nucleare, la campagna referendaria si sta già impegnando per il prossimo obiettivo: raggiungere il quorum.
Deve votare il 50% più uno degli aventi diritto per far sì che l'esito della consultazione popolare sia valido, ma, prima di questo, ci devono essere o si devono creare, se non ci sono, le condizioni affinché i cittadini siano pienamente informati sull'importanza delle questioni che si decideranno il 12 e 13 giugno.[MORE]
La necessità di informare i cittadini assume maggior importanza e urgenza alla luce del tentativo antidemocratico ad opera della Rai di collocare gli spot referendari negli orari di minor ascolto, offrendo una visibilità non conforme ai principi del regolamento della Commissione sulla par condicio referendaria. Non è un caso se l'Agcom sia già intervenuta, richiamando l'emittente pubblica ad esercitare il dovere d'informazione e trasparenza nella comunicazione, diritti dei cittadini che, tra l'altro, pagano il canone.
Da ieri è partito il tam tam in Rete e nelle piazze. Tante sono le iniziative spontanee e organizzate (dal basso, dalle associazioni, dai partiti, dai singoli cittadini) che chiedono più informazione e rispetto delle regole.
Valigia Blu ha scritto una lettera aperta alle televisioni, sottoscrivibile dai cittadini, chiedendo che venga rispettato il dovere d'informazione. “Come ha ben detto Carlo Verna, il segretario del sindacato Rai – si legge nella lettera - qui non poniamo il problema del sì o del no ma poniamo il tema della legittimazione del servizio pubblico che, nel momento in cui soggetti sociali, quali sono i promotori, propongono un tema così importante al Paese sotto forma di quattro quesiti referendari, il servizio pubblico non può non fare a pieno il proprio dovere”.
Un dovere che dovrebbe essere rispettato da qualsiasi organo d'informazione, anche privato. “Lo stesso discorso vale anche per Mediaset: essere un soggetto privato non significa certo essere al di sopra o al di là dei doveri dell'informazione, della deontologia professionale e della responsabilità sociale di una grande azienda (in regime di forte duopolio) che opera nel settore dell'informazione e della comunicazione”, si legge nella lettera.
Tantissime le iniziative sorte anche sul web. In queste ore si sta diffondendo a grandissima velocità il video “Siamo tutti indispensabili” che pone l'attenzione sulla necessità di partecipazione di tutti al referendum, il meccanismo più alto di democrazia. “Innesca l'effetto domino”: è così che avviene il passaparola sui social network.
“Il referendum del 12 e 13 giugno è alle porte. La partecipazione diretta del popolo italiano in campo legislativo è da sempre, una delle massime espressioni di democrazia nel nostro paese; a tal proposito, abbiamo deciso di ideare ed organizzare una campagna che punti a portare la gente alle urne”.
L'importanza della partecipazione popolare è alla base della lodevole e originale iniziativa di “Voto a rendere”.
“Voto a rendere” funziona così: i gestori di attività che decideranno di sostenere questa iniziativa potranno utilizzare la locandina allegata e applicare offerte speciali o sconti (importi e dettagli sono a completa discrezione dei gestori dei locali) per quelli che, nelle serate del referendum (domenica 12 e lunedì 13 giugno), si presenteranno muniti di tessera elettorale. Per ottenere lo sconto basterà mostrare il timbro che dimostra la partecipazione al voto.
“Il nostro unico intento – si legge sul sito dell'iniziativa - è quello di stimolare i cittadini ad una più coinvolta partecipazione alla vita politica italiana, anche in considerazione del fatto che in numerose circostanze i cittadini lamentano la difficoltà di incidere direttamente nelle scelte di chi governa. Abbiamo però voluto legare il momento del referendum a una rinnovata occasione di socializzazione e così abbiamo pensato di proporre un ‘patto’ con gli esercenti che aderiranno alla nostra proposta”.
L' iniziativa, sottolineano gli ideatori di questa iniziativa, non è collegata ad alcun comitato referendario o partito politico, né vuole dare indicazioni di voto: ha solamente l'obiettivo di portare più persone alle urne e stimolare la partecipazione alla vita politica italiana.
Il referendum è uno strumento di esercizio della sovranità popolare, sancita all’articolo 1 della Costituzione della Repubblica Italiana, e l’esito referendario è una fonte del diritto primaria che vincola i legislatori al rispetto della volontà del popolo. Non si può rinunciare ad un potere così grande.
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