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Riad rompe i rapporti diplomatici con l'Iran: "Sponsorizza il terrorismo"

Trentino Alto Adige

RIAD, 4 GENNAIO 2016 - Le tensioni tra Arabia Saudita e Iran si inaspriscono ulteriormente: in seguito all’esecuzione di 47 presunti terroristi da parte del governo di Riad, tra i quali l’imam sciita Nimr al-Nimr, era arrivata la dura condanna di Teheran. Ora, la nuova frattura: il ministro degli Esteri Adel al-Jubeir ha reso nota la decisione del governo di procedere con l’interruzione dei rapporti diplomatici con l’Iran.

La missione diplomatica iraniana e gli enti connessi avranno 48 ore per uscire dal Paese. Secondo alcune fonti vicine al governo saudita, ai vertici si pensa che “quando è troppo è troppo” e che l’Iran “favorisca il terrorismo”. Gli iraniani, avrebbero detto da Riad, “continuano a sponsorizzare il terrorismo e lanciare missili balistici, nessuno fa nulla su questo. Ai sauditi davvero non importa di far arrabbiare la Casa Bianca”.

In particolare, la decisione degli organi di potere dell’Arabia Saudita sembra essere direttamente connessa con le agitazioni che hanno caratterizzato la giornata di ieri in territorio iraniano: facendo uso di alcune bombe molotov, un gruppo di radicali ha preso d’assalto l’ambasciata saudita a Teheran, dando fuoco a diversi documenti contenuti nell’edificio. [MORE]

Secondo Adel al-Jubeir, queste manifestazioni di dissenso non sarebbero altro che l’ennesima prova della violenza che caratterizza il governo iraniano. Le replica del ministro degli Esteri iraniano Amir Abdollahian non si fa attendere: secondo quanto riferisce, nessun diplomatico saudita è mai stato in pericolo e l'Iran è il paese più sicuro della Regione per i diplomatici.

Nelle scorse ore, intanto, il governo di Teheran ha deciso di cambiare formalmente il nome della via in cui si trova l’ambasciata saudita e di intitolarla allo sceicco Nimr al-Nimr, morto durante l’esecuzione di Riad.
 

(foto: lapresse.it)

Sara Svolacchia