Ridotto da due anni a quattro mesi il termine di rimpatrio dei migranti

Scarica in PDF
Ricevi gli aggiornamenti direttamente sul tuo MESSENGER!
ROMA, 4 OTTOBRE- Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, ha annunciato in una conferenza stampa, la ...

ROMA, 4 OTTOBRE- Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, ha annunciato in una conferenza stampa, la firma di un nuovo decreto interministeriale Esteri-Giustizia-Interno sui migranti che, grazie al 'dimezzamento' delle procedure relative all’esame delle domande di protezione internazionale, riduce a quattro mesi il periodo di rimpatrio dei migranti, attraverso accordi con diversi paesi di origine. “E' stato un lavoro di squadra: ringrazio il ministro Bonafede, il presidente Conte e la ministra Lamorgese perchè noi stamattina firmiamo il decreto ministeriale che ci permette di portare le misure per stabilire se un migrante può stare in Italia da due anni a 4 mesi", ha aggiunto ribadendo che la misura sarà il "primo step del nostro piano per i rimpatri sicuri".

Tredici i paesi considerati sicuri che sono nell'elenco di questo decreto, nella lista figurano Algeria, Marocco, Tunisia, Albania, Bosnia, Capo Verde, Ghana, Kosovo, Macedonia del Nord, Montenegro, Senegal, Serbia e Ucraina. Il ministro ha spiegato che esistevano già accordi con il Marocco e la Tunisia, ma che dovevano essere "rafforzati e ratificati". Ha affermato ancora, che è stato pianificato un "fondo di rimpatrio" specifico di 50 milioni di euro, "Il fondo rimpatri, che può arrivare fino a 50 milioni di euro, va implementato. Oggi dispone di cifre irrisorie, 2-4 milioni di euro", ha specificato il ministro degli Esteri, aggiungendo che "non è il fondo che ci serve per pagare le spese di rimpatrio ma il fondo che ci permette di implementare gli accordi attraverso i progetti di cooperazione allo sviluppo". 

"Il decreto non comporta oneri di spesa" - ha detto il ministro - "Non ci sono oneri di spesa per la semplice ragione che questo tipo di decreto inverte l'onere della prova” .

Secondo Luigi Di Maio, "la ridistribuzione dei migranti non può essere la soluzione definitiva". Questo è il motivo per cui chiede la conclusione di "accordi con le democrazie votanti, paesi con i quali abbiamo firmato accordi commerciali". 

"Questo decreto non viola alcun diritto umano” - ha spiegato Luigi Di Maio - “E’ una questione relativa alle procedure ingombranti rispetto ai paesi, incluso il Mediterraneo, con cui lavoriamo e commerciamo ogni giorno".

"Con questo decreto, avendo un elenco di Paesi sicuri, si permette di dimezzare tutta la procedura" ha dichiarato il ministro della Giustizia  Bonafede. "I magistrati fanno già un lavoro  importantissimo riescono a smaltire tantissime di queste domande e  voglio ringraziarli pubblicamente" rimarcando che: "Tuttavia con un incremento così  importante oggi questo decreto dà alla Giustizia un aiuto importante".

Diversi paesi dell'Unione Europea stanno attualmente lavorando a un progetto per distribuire automaticamente i migranti che arrivano a Malta o in Italia. Il 23 settembre a Malta è stato firmato un pre-accordo da Francia, Germania, Italia e Malta che, deve essere ancora convalidato dagli Stati membri in un Consiglio europeo di giustizia e affari interni a Lussemburgo l'8 ottobre. 

Luigi Palumbo

InfoOggi.it Il diritto di sapere