Rimborsopoli, Cota: «Giudicatemi subito, sono onesto». Cattaneo restituisce 64mila euro

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TORINO, 5 APRILE 2014 - Roberto Cota, governatore della Regione Piemonte rinviato a giudizio il 16 G...

TORINO, 5 APRILE 2014 - Roberto Cota, governatore della Regione Piemonte rinviato a giudizio il 16 Gennaio scorso in merito alle indagini per peculato, finanziamento illecito dei partiti e truffa nella rimborsopoli piemontese, ha presentato ai magistrati un atto formale di rinuncia all’udienza preliminare, con richiesta di giudizio immediato.

Tramite il suo legale, Domenico Aiello che ha presentato richiesta alla procura della Repubblica di Torino, il governatore leghista ha quindi formalmente rifiutato di comparire dinanzi al Gip per l’udienza preliminare del 9 Aprile.

«Sono stato linciato mediaticamente – spiega il quasi ex governatore Cota – con le note conseguenze politiche. Ho subito un aggressione spropositata e senza precedenti».

La richiesta di evitare l’udienza preliminare è frutto del fatto che Roberto Cota continua a ritenersi «una persona onesta che non si è mai appropriata di un solo centesimo e che ha fiducia nella giustizia».

L’indagine che vede tra i protagonisti proprio il governatore Cota ed altri 43 consiglieri regionali, è iniziata lo scorso Aprile 2013 ed ha portato a conoscenza un sistema di truffa ai danni della Regione mediante l’utilizzo di rimborsi spesa.

Proprio Roberto Cota, a detta della Guardia di Finanza e dei PM che hanno indagato, si sarebbe fatto rimborsare persino un paio di mutande verdi, acquistate in America per quaranta euro.

Nel frattempo però, data l’imminenza del processo ed anche delle elezioni regionali convocate in seguito allo scioglimento del Consiglio Regionale, tre dei consiglieri indagati hanno restituito i soldi rubati.

Si tratta di Valerio Cattaneo, esponente del Nuovo Centro Destra e due assessori leghisti: Elena Maccanti e Giovanna Quaglia. I tre hanno riportato il maltolto nelle casse della regione spiegando però che «non si tratta di una ammissione di responsabilità». Le due donne hanno restituito un importo pari a 16 mila euro per la prima e 19mila per la seconda.

Cattaneo, presidente del Consiglio regionale, ha versato 64mila euro e garantisce l’intenzione di voler rendere tutto il maltolto «a prescindere dalla questione penale» di cui si ritiene innocente.

Sergio Sulmicelli

foto da: corriere.it

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