Sanità, chiudono altri quattro punti nascita in Sicilia

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PALERMO, 26 FEBBRAIO 2015 – Saranno chiusi ancora quattro punti nascita siciliani perché non hanno i requisiti minimi previsti per continuare a svolgere il servizio pubblico, l’assessore alla Salute Lucia Borsellino ha firmato i decreti per poter procedere ufficialmente alla chiusura.

Le strutture pubbliche oggetto del decreto sono quelle di Licata, Paternò e Cefalù. Un quarto provvedimento prevede anche la chiusura del reparto di ostetricia “finalizzato alla nascita” nella casa di cura Argento di Catania. Tutte queste strutture non svolgono il minimo di 500 parti all’anno fissato nel decreto nazionale. E ciò, in generale, comporta che non siano centri sicuri.

Anche se i decreti sono stati firmati oggi, la Borsellino precisa che si tratta dell’attuazione di piani già previsti da tempo. “I primi 15 punti nascita pubblici e privati – ha sottolineato l’assessore - sono stati chiusi già dal 2012. A questi si sono aggiunti poi quelli di Leonforte e Piazza Armerina. Nel 2013 hanno cessato l’attività quelli di Niscemi, Mazzarino, Augusta, Alcamo, Mazara. E nel 2014 abbiamo chiuso quelli di Barcellona e Mistretta, oltre a quelli nelle case di cura private Valsalva di Catania, Orestano e Demma di Palermo, Villa Rizzo di Siracusa e Villa dei Gerani di Trapani”.

Secondo le indicazioni fornite dall’Assessore, i manager di Asp e ospedali dovranno avviare la “chiusura con il mantenimento, nei presidi pubblici di interesse, della temporanea guardia attiva ostetrico-ginecologica h24 fino al completamento della dismissione. Le aziende dovranno provvedere altresì, a garantire la messa in sicurezza del percorso di assistenza alle future mamme, assicurando contemporaneamente le condizioni di recettività in sicurezza dei punti nascita che dovranno accogliere la maggiore domanda, nonché altre attività di supporto alle famiglie”. Asp e ospedali dovranno inoltre “curare anche le attività di informazione e comunicazione da concertare con i territori sulla nuova organizzazione dei servizi per l'assistenza materno-infantile nonché il collegamento funzionale con gli stessi ambiti territoriali”.

(foto dal sito www.nuovosud.it)

Michela Franzone
 

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