GENOVA, 10 AGOSTO 2011 – La decisione del sindaco di Alassio, Roberto Avogadro, di rimuovere la statua di Antonio De Curtis, in arte Totò, dai giardini di piazza Stalla ha scatenato non poche polemiche. Il sindaco si è giustificato dicendo che, "Ero già stato critico tre anni fa. Ora stiamo procedendo alla riqualificazione dei giardini e mi sembra opportuno che questa statua, tra l'altro brutta, lasci spazio, per esempio, a una figura come quella di Luigi Morteo, alassino, che questo spazio ha donato al Comune''. Roberto Avogadro, ha poi aggiunto che la sua decisione non è indice di alcuna ostilità verso Napoli, la “napoletanita” o la figura di Toto'.[MORE]
La vicenda,grottesca, dal retrogusto amaro, è approdata anche in Regione Liguria, dove l'assessore al Turismo, Cultura e Spettacoli Angelo Berlangieri si è detto molto dispiaciuto "per una notizia che non aiuta di certo a promuovere la Liguria, la sua anima culturale mediterranea al centro di tanti appuntamenti culturali estivi, il suo amore per il cinema".
L’assessore ha aggiunto, "Nutro il massimo rispetto nei confronti del sindaco Roberto Avogadro e della decisione della sua giunta di dedicare i giardini a un benefattore alassino ma poiche' l'episodio Toto' ha ormai varcato i confini della citta' del Muretto e ne sta parlando tutta Italia, non vorrei che a livello nazionale, ma anche all'estero, data la celebrita' del personaggio, passasse l'immagine di una Liguria che infila la statua di un grandissimo attore come Toto' in un sacco e la mette in un sottoscala , almeno questo si e' visto in tivu'. Non e' cosi', lo dico anche ai cittadini e agli appassionati di Toto' numerosissimi anche in Liguria. Polemiche? Francamente di questa non se sentiva la necessita', mi auguro che la scultura creata dall'artista albenganese Flavio Furlani non resti in un magazzino”.
Molte le città che si sono proposte di accogliere con grande piacere ed onore la suddetta statua. E’ il caso, ad esempio, della città di Valmontone. Come ha sostenuto Angelo Miele, ex sindaco di Valmontone, "Non intendo entrare nel merito delle motivazioni che hanno spinto il sindaco di Alassio a prendere una decisione del genere . Mi limito ad osservare che Totò è parte del patrimonio di tutta l'Italia, dal nord al sud del Paese. Noi, a Valmontone, al principe della risata abbiamo dedicato un cine-teatro ed una statua all'interno di un giardino. Al sindaco di Alassio chiediamo di farci sapere quando possiamo andare a prendere questa statua come 70 anni fa, siamo pronti ad accogliere a Valmontone il Totò sfrattato".
Anche la provincia di Firenze, nella persona del suo presidente, Andrea Barducci, ha affermato, ''La Provincia di Firenze sarebbe onorata di poter ospitare una statua del grandissimo Toto', a cui tutta Italia, eccetto il sindaco di Alassio, si sente profondamente legata. Ci adopereremo immediatamente con i nostri uffici per poter accogliere la statua, e installarla in uno spazio pubblico del territorio fiorentino. Mi piacerebbe che questo potesse essere il Parco di Villa Demidoff, a Pratolino, senz'altro uno dei piu' belli di Toscana''.
Barducci, non ha mancato di esprimere il suo apprezzamento per il comico napoletano definendolo, ''Divertentissimo, malinconico, mai scontato pur nel suo essere una maschera, sempre poetico e sempre libero Toto' rappresenta a mio vedere una delle grandi passioni del nostro paese, allo stesso tempo un amico di famiglia e una grandissima star. Il sindaco di Alassio mi fa riflettere sul fatto che il territorio fiorentino in un certo senso e' manchevole nei confronti del grande attore italiano, per cui e' davvero con grande piacere che ci candidiamo ad ospitare la statua del nostro Toto'''.
A mio modesto parere, il grande Totò avrebbe liquidato con stile la decisione del sindaco di Alassio, dicendogli: “Signori si nasce. E io, modestamente, lo nacqui! ”.
Rosy Merola
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