TARANTO - E’ sotto l’attenzione del procuratore capo Sebastio, la vicenda delle 500 strisce blu (parcheggi a pagamento) previste per la zona antistante la portineria dell’ Ilva di Taranto. I due rapporti, consegnati alla magistratura ma innestati per parte degli uomini della Digos, sotto la direzione del dottor Maurizio Scialpi, ora sono in fase d’ulteriore accertamento. [MORE]
Il numero uno della procura storce il naso sul fatto che quell’area, da sempre finalizzata al comodato gratuito dei lavoratori dello stabilimento siderurgico, ad oggi, è stato oggetto di contratto tra Asi e Aci, il cui costo sarà di euro 1. Non troppo, ma neanche poco se si considera lo sfruttamento giornaliero di quello spazio. Questo pagamento dovrebbe in teoria garantire contro gli atti vandalici di sanguisughe da furto. Ma la sorveglianza e la rimessa a nuovo dell’area Ilva sarebbe costata, come sa bene l’ ing. Adolfo Buffo ( Rappresentante della Direzione Aziendale e direttore dei sistemi di gestione dell’ ambiente, la qualità e la sicurezza) , un canone annuo di 500.000 euro che lo stesso Buffo dichiara inaccettabile.
Il problema- sicurezza dei parcheggi peraltro non placa gli animi e in quest’ultimo periodo, è tornato sotto i riflettori. Sarà la magistratura, a riguardo, a decidere cosa fare.
In foto, veduta aerea di una piccola parte dell’ Ilva di taranto
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