SwissLeaks, gli scandali dell'HSBC raccontati nel libro di Falciani

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GINEVRA, 10 FEBBRAIO 2015 – Secondo Hervé Falciani, l'ex impiegato dell'HSBC di G...

 GINEVRA, 10 FEBBRAIO 2015 – Secondo Hervé Falciani, l'ex impiegato dell'HSBC di Ginevra e uomo chiave dello scandalo SwissLeaks, la filiale svizzera della banca britannica “realizzava il suo vero guadagno grazie a una sessantina di clienti – i cosiddetti 'uomini d'oro' – che avevano un potere enorme: in cambio di soldi che lasciavano in gestione potevano ottenere tutto ciò che volevano”. Falciani è l'uomo che ha fornito i dati sui titolari di 100mila conti segreti utilizzati per evadere il Fisco, riciclare denaro del traffico di armi e droga e per finanziare il terrorismo. Autore di un libro, “La cassaforte degli evasori”, che uscirà la settimana prossima in Italia, racconta, insieme ad Angelo Mincuzzi de Il Sole 24Ore, le dinamiche di come ha svelato lo scandalo, il ruolo dei vari Stati e le proprie vicende personali.

Il libro di Falciani

Nel libro, Falciani sostiene che “il potere della banca è legato ai suoi più importanti clienti e al controllo che può esercitare grazie a queste enormi fortune e all'intreccio di interessi di clienti, manager e politici”. I clienti italiani sono diecimila, alcuni vicini al centrodestra e al Vaticano. Il valore dei clienti italiani si stimerebbe intorno agli otto miliardi di euro. La dichiarazione più forte arriva quando Falciani spiega come gli uomini d'oro della lista erano usati per “imporre politiche di austerity ad alcuni paesi europei”; questo, secondo lui, almeno nel caso della Grecia: “Nel 2011 la guida delle negoziazioni con la troika sul salvataggio della Grecia fu affidata a Sarkozy, che aveva quella lista e conosceva i nomi, poteva fare pressione su Papandreou”. Coinvolti anche gli americani, i cui interessi potrebbero essere riassunti in una guerra delle valute – dollari contro franchi svizzeri – e nella necessità della lotta al finanziamento del terrorismo. Il libro di Falciani si chiude con un documento che testimonierebbe l'accordo standard che l'HSBC firmava con gli intermediari che presentavano nuovi clienti, cui veniva riconosciuto il 25% delle commissioni.

Foto: corriere.it

Dino Buonaiuto

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