Teresa Mannino, risate, applausi e tanti spunti di riflessione al Teatro Politeama di Catanzaro

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Catanzaro, 5 gennaio - Ieri sera a Catanzaro il termometro segnava -1°, un vento debole imponeva di...

Catanzaro, 5 gennaio - Ieri sera a Catanzaro il termometro segnava -1°, un vento debole imponeva di nascondere le proprie mani nelle tasche profonde di cappotti e pellicce. Complice l'aria frizzante e la tela scura trapuntata di stelle che sovrastava la città, tanta gente, però,  si dirigeva verso il teatro Politeama incurante  delle anomali condizioni climatiche. Era facile percepire il loro entusiasmo, la loro certezza che ad aspettarli ci fosse una ragazza che gli avrebbe fatto trascorrere un paio d'ore spensieratamente, felicemente. All'interno del teatro, poi, confortati da un calduccio che dava finalmente sollievo alle guance, il loro entusiasmo era ancora più palpabile. L'attesa per lo spettacolo di Teresa Mannino, Sento la terra girare, era grande in città già da tanti giorni. In una cornice eccezionale, gremita in ogni ordine di posto, l'attrice , autrice e regista siciliana non ha tradito le aspettative. La sua prima a Catanzaro è stata un grande successo. Un'ora e trenta minuti di applausi e risate in cui non sono mancati tanti spunti di riflessione e momenti di alto livello culturale. Tra le situazioni di apparente leggerezza la Mannino ha fatto letteralmente piangere dalle risate ironizzando sulle differenze tra uomini e donne, sulle tradizioni di siciliani e calabresi,  e sulla 'giovinezza dei cinquantenni'. Il suo scopo, però, era quello di far riflettere sul disinteresse che gli uomini hanno verso le meraviglie del nostro pianeta e le conseguenze di ciò.

Teresa esce dopo molti anni da un armadio adagiato sul pavimento e trova un mondo completamente diverso, dove niente è più al suo posto. Vi era entrata quando ogni telegiornale diceva che la Torre di Pisa stava per cadere, che i Panda si stavano per estinguere e che per risolvere il problema della fame nel mondo bisognava usare gli OGM e più insetticida e pesticida per essere più produttivi. Trova un mondo in cui  la Torre è ancora lì, i Panda sono gli unici che non si stanno estinguendo, l'unica cosa che è realmente accaduta è che oggi produciamo molto più cibo, peccato, però,  che il 60% viene buttato. Chi moriva di fame continua a morire di fame e gli altri moriamo per troppo cibo o perché esso è avvelenato. In realtà le cose che non stanno al loro posto sono molte di più e Teresa individua la causa nella nostra disattenzione. Per questo motivo ha voluto iniziare lo show interpretando la bellissima poesia della Premio Nobel per la Letteratura 1996, la polacca Wislawa Szymborska, dal titolo, appunto, Disattenzione. A causa del nostro trascorrere le giornate senza stupirci di nessuna cosa che avviene nel cosmo, senza porci domande, prendendo il mondo solo per uso ordinario, c'è un 'sistema' che si è impossessato delle nostre scelte, ci guida, ogni giorno ci dice che dobbiamo comprare, che dobbiamo seguire la moda, anche se non abbiamo necessità. I nostri armadi pullulano di capi di abbigliamento che non abbiamo il tempo di indossare, compriamo frigoriferi più grandi solo perché non abbiamo più spazio dove 'attaccare le magnetine'. Così facendo abbiamo inquinato il mondo, lo abbiamo avvelenato in modo, forse, irreparabile. Una delle cattive abitudini, fonte di inquinamento, che risalta subito agli occhi di Teresa è l'utilizzo che ne facciamo dei climatizzatori. In inverno, quando fuori ci sono 5°, nei locali e nelle abitazioni li impostiamo a 30°, ma poi, quando in estate fuori ci sono 30°, li impostiamo a 5°. Nei treni ad alta velocità in estate si rischia l'ipotermia, stiamo costruendo palazzi con le finestre che non si possono aprire, vivremo in ambienti completamente climatizzati. Anche l'agricoltura non è più la stessa, al posto del nostro bellissimo grano, alto, biondo con gli 'occhi azzurri', con pochissimo glutine, oggi se ne produce un tipo geneticamente modificato, basso, con tanto glutine, che necessita l'eccessivo utilizzo di diserbanti. Non poteva certo sfuggire una delle più profonde ferite inferte al cuore del nostro pianeta, l'enorme quantità di plastica che sta distruggendo i nostri mari. Quel che è più grave, però,  è che gli uomini siamo totalmente cambiati. Non invecchiamo più, il sistema ci vuole sempre giovani perché altrimenti non acquistiamo. Così i cinquantenni oggi sono soltanto dei trentenni con venti anni di esperienza in più. Anche il nostro rapporto con gli animali non è più lo stesso, abbiamo fatto perdere ai cani la loro 'caninità', non li portiamo più fuori perché si sporcano le zampine, gli facciamo fare i bisogni sulle traversine, gli puliamo, addirittura, i denti con il filo interdentale. I nostri eccessi ci stanno portando verso la distruzione e ciò che sfiducia sulla nostra possibilità di cambiamento è che, cosa fino a poco tempo fa incredibile, anche i tedeschi non sono più tedeschi. Lo scorso anno è venuto fuori che alcuni modelli di automobili di loro produzione superavano la soglia di inquinamento consentita del 40% ma, cosa ancora più grave, è che hanno 'taroccato' i dati per poterli vendere come auto non inquinanti. Se anche i tedeschi iniziano a barare capisci che la fine del mondo è vicina. Teresa esorta, allora,  ognuno di noi a diventare supereroe, iniziando a stupirci per le meraviglie del mondo e fare quanto è nelle nostre possibilità per proteggerle. Se così non dovesse essere, quando il nostro pianeta sparirà, sugli altri pianeti scriveranno un piccolo trafiletto in prima pagina con scritto:"Oggi è scomparso il pianeta Terra. Peccato! Facevano degli arancini buonissimi".

Dopo una lunga standing ovation finale la versatile artista siciliana si è concessa al pubblico per le foto e gli autografi di rito non facendo mancare, anche in questo caso, la sua straordinaria ironia.

Da segnalare l'autrice che ha collaborato con Teresa, Giovanna Donini, le scene  di Maria Spazzi e il disegno luci di Alessandro Verazzi.

Se alla fine dello spettacolo il termometro segnava -3° e le persone, invece di correre alle automobili per mettersi al riparo, si intrattenevano per raccontarsi quanto lo spettacolo era piaciuto e per ripetersi le battute che più le aveva fatte ridere significa che il sovrintendente Gianvito Casadonte non sbaglia un colpo, quello che tocca diventa oro. E il sogno continua.

Saverio Fontana

Fotografia di Antonio Raffaele

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